Sovranisti, sovranismo e patriottismo

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Qualche tempo fa, mi interessai al cosiddetto mondo sovranista, affascinato dall’idea politica, altamente suggestiva e persino giusta, di un pronto recupero della sovranità nazionale, vilipesa, calpestata e violentata da un’adesione scellerata e anticostituzionale, al mostro europeista.

Ho conosciuto – non solo virtualmente – ottime persone, con le idee chiare sul perché e per come si debba uscire il prima possibile dal giogo europeista. E lì ho trovato conferma all’idea che l’Unione Europea sia in realtà il frutto malato di un disegno neoliberista e mercantilista. Il mercato sovraordinato allo Stato, e dunque sovraordinato ai popoli e alle nazioni. Un costrutto sociale, in altre parole, dove domina il potere del capitalismo finanziario, e dove l’uomo è ideologicamente indottrinato e avviato all’individualismo consumista in una società progressivamente massificata e povera.

Insomma, il sovranismo ha avuto e ha il pregio di aver individuato dettagliatamente la (grave) malattia, proponendo correttamente la cura: l’uscita immediata del nostro paese dall’Europa e il ritorno alla piena sovranità monetaria, economica e politica. E non è un caso che il sovranismo, per questa ragione, è considerato come sinonimo di patriottismo (e per alcuni di populismo).

Ma la verità è che per me il sovranismo, in quanto patriottismo, è qualcosa di più. Per definirsi sovranisti e patrioti, per me non basta predicare un ritorno alla sovranità nazionale, né l’uscita dall’Unione Europea, né certo un ritorno all’applicazione del programma economico disegnato nella nostra carta. E’ necessario qualcosa di più, quel piccolo passo che i (movimenti) sovranisti, soprattutto di sinistra, non sono disposti a fare: prendere piena coscienza che la sovranità nazionale necessita di una nazione, e che la nazione non è altro che un popolo che condivide qualcosa di più di un programma economico “sovranista”. E’ un bagaglio di valori comuni, radici comuni, usi e costumi comuni, lingua comune.

Solo in questo contesto e con queste premesse l’idea di fondo del sovranismo, e cioè il recupero della sovranità nazionale (economica, politica e monetaria), diventa un obiettivo valido, attuale e primario che il vero patriota deve perseguire. Un sedicente patriottismo senza identità non è vero patriottismo, così come un popolo senza nazione non è una nazione, bensì una massa.

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