Rialziamo la testa e usciamo!

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La Costituzione è il nostro faro. I principi fondamentali della carta non possono essere derogati da una letterina spedita da Bruxelles. Non esistono leggi o trattati che possano violare o derogare questi principi fondamentali (controlimiti), e in primis la sovranità del popolo italiano.

La lettera di Bruxelles che pare un ultimatum è una cosa inaccettabile per un paese, il nostro, che versa all’Unione Europea la bellezza di 12 miliardi di euro all’anno e ne ottiene indietro 9,7 (fonte UE, 2017), tanto da farmi porre la domanda su che senso abbia tutto questo. Qual è l’assurda ragione per la quale una parte consistente del sudore della fronte degli italiani è spedita a Bruxelles, per poi riottenerne indietro più o meno l’80%, altamente burocratizzato?

Forse che non siamo in grado di gestirci da soli i nostri soldi… Il nostro PIL? Non siamo in grado di avere Governi che, sul solco dei principi costituzionali e del modello economico tracciato dai padri costituenti, non sono capaci di pianificare azioni di politica economica per innalzare i livelli di sviluppo e benessere del nostro paese? Dobbiamo per forza affidarci alla tecnocrazia burocratica di una sovrastruttura fortemente carente di democrazia? Agli interessi dei grandi capitalisti finanziari e dei paesi che in Europa sono nostri diretti competitor?

Perché è questo il senso e il significato dell’Unione Europea. Non può essere altro. Il processo di desovranizzazione, le regole di austerità, le fake news sul deficit pubblico e la spesa pubblica, servono semplicemente per annichilire la democrazia popolare, per piegare la nazione italiana e aggirare i rigidi precetti della nostra carta fondamentale, che non è ordoliberista, che non è informata all’ideologia neoliberista, ma pone al centro della propria azione il lavoro e la realizzazione della persona umana.  E cioè valori che sono incompatibili con l’Unione Europea, che invece persegue la stabilità dei prezzi e dunque la remunerazione del capitale finanziario.

Ecco perché dobbiamo uscire dalla trappola della moneta unica e se si potesse, persino dell’Unione Europea, per riprenderci quello che rappresenta un diritto costituzionale inalienabile e incedibile: il diritto alla sovranità. Quella sovranità per la quale i nostri padri hanno versato il sangue e che ha rappresentato il culmine di un’epoca storica travagliata e complessa che ha richiesto uno sforzo politico e umano assolutamente straordinario. Buttarla via per un europeismo posticcio, è un errore storico, economico e politico che rischia di riportarci definitivamente indietro nel tempo, a quando l’Italia, spezzettata e sfilacciata, era solo terra di conquista per le potenze straniere.

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