Perché il Governo dovrebbe acquistare azioni FCA

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La Fiat per quasi un secolo è stata la casa automobilistica italiana per antonomasia. Ma la Fiat, al netto del marchio, è profondamente mutata. Con l’acquisizione di Chrysler e il trasferimento della sede legale in Olanda, è diventa una multinazionale italo-statunitense che ha cambiato nome in FCA (acronimo di Fiat Chrysler Automobiles) e che concentra i propri affari soprattutto negli USA.

Ebbene, fatta questa premessa, è di questi giorni la notizia che FCA intenda instaurare una join-venture con Renault-Nissan. Roba che in realtà sembrerebbe non coinvolgere direttamente l’Italia. Ma la verità è che non è proprio così. In parte perché molte linee della produzione europea di FCA si trovano nel nostro paese, e in parte perché il 15% del pacchetto di Renault è detenuto dallo Stato francese. E in parte, la terza parte, perché il rapporto azionario tra Nissan e Renault è di 15 a 45 in favore di Renault.

Insomma, questa joint-venture che sembra non intenda rimanere tale, alla fine potrebbe sì creare un polo automobilistico monstre, capace di competere – alla pari – con Wolkswagen e General Motors, ma rischia di crearlo in terra francese, con tutti gli annessi e i connessi.

E qui è d’obbligo una seria riflessione, diciamo “sovranista” o se vogliamo di interesse nazionale. Come ho detto, in Italia FCA mantiene molte linee di produzione delle automobili con marchio Fiat, Lancia e Alfa Romeo. Se il progetto dovesse andare in porto e il baricentro decisionale di FCA per una ragione o per l’altra si spostasse in Francia, il rischio è che possa aprirsi un ulteriore fronte di pressione francese sul nostro paese.

Dunque la domanda è questa: perché il nostro Governo non delibera l’acquisto di azioni FCA, tramite le proprie controllate (es. CDP), onde riequilibrare i rapporti? Sarebbe certamente un’idea in grado di tutelare i livelli occupazionali e lo sviluppo tecnologico automobilistico con una forte presenza italiana in quella che fu la casa automobilistica di bandiera e che detiene, ricordiamolo, i marchi più significativi e prestigiosi sul panorama italiano: Maserati, Alfa Romeo, Fiat, Abarth e Lancia.

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