Come la riforma costituzionale vuole fregare i sovranisti

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E’ ormai chiaro che la “riforma” costituzionale che si vuole far passare non amplia la partecipazione democratica dei cittadini. Semmai va nella direzione opposta: la restringe e obbliga la nostra (già provata) democrazia all’interno di paletti che permettono alle oligarchie dominanti di rarefare il rapporto di responsabilità politica con gli elettori. Il risultato è un sistema di governo formalmente democratico, ma sostanzialmente elitario e oligarchico.

In cambio, l’illusione che viene data ai cittadini, soprattutto ai meno informati e a quelli politicamente polarizzati su posizioni euriste e neoliberiste, è la velocizzazione dei processi decisionali e un abbattimento dei costi della politica. Ma è chiaro che la velocizzazione dei processi decisionali è stata prevista per meglio soddisfare gli interessi delle élite e dei poteri forti, che più non tollerano le “lungaggini” dei processi democratici, considerati peraltro un ostacolo alla progressiva cessione di sovranità in favore degli organismi eurocratici.

Per quanto riguarda invece l’abbattimento dei costi della politica, fa sorridere l’idea di un risparmio dei costi che invero assume la valenza di un vero e proprio specchietto per le allodole. Il risparmio di spesa derivante da questa riforma è davvero ridicolo a fronte di ciò che l’Italia spende per finanziare e sostenere l’Unione Europea annualmente. E’ come risparmiare sul prezzo del caffè in una cena che viene a costarci 500 euro e nella quale peraltro non possiamo nemmeno decidere le portate. Eppure, come si può vedere, trattasi di una propaganda di grande impatto e di grande suggestione che però rischia di compromettere seriamente la rappresentatività democratica del nostro paese. Riflettiamoci!

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