Votiamo pensando agli interessi del nostro popolo

ius-soli

Il 4 marzo sarà una data cruciale. Alcuni dicono che non ci sarà alcuna maggioranza e che a prevalere sarà il M5S. Ebbene, se questa fosse la realtà (ma io spero di no), è chiaro che verrebbe confermata la regola secondo la quale, per imparare dai propri sbagli, è necessario sbatterci duramente il muso. Peccato però che in questo specifico caso, l’errore di molti lo pagherebbero tutti. Anche perché, soffermandomi sul M5S, questi non solo ha abbandonato le istanze sovraniste della prima ora, ma addirittura presenta notevoli ambiguità su molti temi che a noi paiono cruciali: aborto, eutanasia, matrimoni omosessuali, adozioni gay, ius soli. Temi sui quali l’Italia non può permettersi passi falsi, dopo i gravi danni causati nella passata legislatura, che se da una parte ha visto l’imposizione a colpi di fiducia delle unioni civili e del testamento biologico, dall’altra ha registrato il rafforzamento della presa “soffocante” dell’Unione Europea sulle nostre vite.

E a proposito della sinistra di governo, protagonista – si è detto – della legislatura che si è appena chiusa, è proprio vero che gli italiani hanno la memoria cortissima. Altrimenti non si spiegherebbe come sia possibile che – dopo anni di decadenza economica, culturale e politica – questa sinistra continui a macinare consensi più che rilevanti. In un paese normale, sarebbe già scomparsa dai radar degli elettori. Ciò conferma che l’Italia, in questo caso, non è un paese normale.

La verità è che basterebbe davvero poco per capire che oggi il vento della speranza e del riscatto per la nostra Patria potrebbe spirare da destra. Nonostante le ambiguità forziste e la litigiosità elettorale, il centrodestra, oggi, è quell’alleanza politica che potrebbe restituire dignità e futuro alla patria e agli italiani oppressi dall’europeismo eurista e dalle varie derive etiche modaiole a cui la passata legislatura ci ha abituati. Basterebbe leggersi il programma comune del centrodestra per intuirlo; soprattutto basterebbe informarsi, acquisire quelle minime e basilari conoscenze di economia per capirlo. O basterebbe informarsi sulla decomposizione della società svedese, di quella tedesca e di quella francese, per comprendere quale futuro ci aspetti qualora si dia fiducia ai soggetti politici sbagliati.

Non lasciamoci sfuggire l’occasione. Votiamo pensando agli interessi del nostro popolo, che non sono gli interessi dell’Unione Europea, non sono gli interessi delle lobby di qualsiasi genere e natura, e non sono certo quelli della Francia, della Germania o di qualsiasi altra nazione, la cui amicizia nei confronti dell’Italia finisce dove iniziano gli interessi dei loro popoli. Impariamo per una volta a farci i nostri!

Buon voto a tutti!