Vorrei essere un “idiota” come Trump

trump-g7-merkelIeri è uscito il libro “scandalo” di Michael Wolff su Donald Trump, che tratteggia con toni tutt’altro che lusinghieri la vita e il carattere dell’uomo che siede lo scranno più importante e delicato del mondo. Un libro impietoso, che fa emergere – almeno secondo l’autore – un uomo non solo detestato dal suo entourage, bensì pure considerato “idiota” e mentalmente instabile. Tanto che, Trump, tramite i suoi avvocati, ha cercato di bloccare l’uscita del libro, senza alcun successo, definendolo un concentrato di fake news.

A dare “autorevolezza” al libro, soccorre il fatto che ci siano anche le opinioni di Bannon, l’ex consigliere di Donald Trump, o meglio quella che dai più è stato definito l’ideologo del trumpismo. Bannon, che sappiamo, è stato allontanato dalla Casa Bianca ormai da molti mesi, e che ora pare sia ai ferri corti persino con il sito Breitbart, molto vicino al presidente Trump e del quale ha preso le difese proprio contro il libro scandalo e contro Bannon.

Naturalmente i media, soprattutto quelli europei (per non parlare di quelli nostrani), stanno sguazzando come pesciolini felici nelle presunte verità del libro di Wolff.  Di più, agli orfani prematuri di Hillary Clinton Presidente, non pare neanche vero che qualcuno ridicolizzi così il POTUS, dando l’idea che nello studio ovale sieda non solo un uomo mentalmente instabile, bensì pure un idiota, che peraltro – sempre secondo il libro di Wolff – non avrebbe voluto vincere realmente le elezioni presidenziali, pensando semmai di usare la campagna presidenziale per incrementare i propri affari.

Insomma, un castello di presunte verità che – come afferma Trump – sono solo fantasie, fake news. E il sospetto che lo siano viene rafforzato da due o tre ragionamenti semplici semplici, che basterebbe fare e che Donald Trump riassume i tre tweet a raffica che vi riporto:

Per chi non mastica inglese, ecco la traduzione: “Ora che la storia della collusione con la Russia, dopo un anno di intense ricerche, si è rivelata una bufala totale, i democratici e i loro tirapiedi, i media produttori di fake news, hanno tirato fuori il manuale Ronald Reagan e sbraitano sulla stabilità mentale e l’intelligenza”. “In realtà per tutta la mia vita le mie qualità migliori sono state la stabilità mentale ed essere veramente intelligente – ha aggiunto Trump – Anche ‘Hillary la corrotta’ ha provato a giocare queste carte e come tutti avete notato, le si sono bruciate tra le mani…… Sono passato dall’essere un imprenditore di successo, a una star della tv a presidente degli Stati Uniti (al primo tentativo). Credo che questo mi caratterizzi non come un uomo intelligente, ma come un genio. E un genio molto stabile!

Come dargli torto? Come può davvero un uomo mentalmente instabile e idiota, fondare un impero economico che vale svariati miliardi di dollari, diventare una star del piccolo schermo e infine vincere una delle campagne presidenziali più difficili e costose del mondo, peraltro al primo colpo? E a proposito di quest’ultima, mi chiedo chi sarebbe il tonto che spenderebbe (di tasca sua) 270 milioni di dollari in una campagna elettorale, solo per incrementare il proprio business, senza avere la garanzia che quei soldi poi ritorneranno in cassa? E peraltro, se qualcuno mi dicesse pure che no, quella di Trump è stata in realtà una mossa furba, allora non credete che, a maggior ragione, il tycoon è tutto fuorché un idiota?

La verità è che chiunque vorrebbe essere idiota come Trump, persino io vorrei esserlo. Un uomo che, al di là del personaggio, dei comportamenti (a volte) sopra le righe, della verve politicamente scorretta (che io adoro) e della passione smodata per i tweet, è stato capace di fondare un impero immobiliare stratosferico ed è stato altresì capace di arrivare allo studio ovale, pur avendo letteralmente mezzo mondo contro (media, Partito Democratico, lo star system di Hollywood, l’Europa e persino un’ampia fetta del GOP), merita solo ammirazione e rispetto. Non dico simpatia, non dico condivisione delle idee, ma sicuramente ammirazione e rispetto. Quelli che con mille salamelecchi e sbavature, i radical chic d’ogni parte del globo riconoscevano a Obama, nonostante la sua scarsa caratura politica.

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