Trump rilancia il travel (o muslim) ban, e lo vorrebbe ancora più duro

travel-ban-muslim-ban-trumpDonnie ci ritenta. Un nuovo muslim o travel ban per impedire che negli USA approdino persone radicalizzate e dunque potenziali terroristi. Eccolo, dunque che, a margine dell’attentato di Londra, dopo aver lanciato una velonosa frecciata al sindaco musulmano, Sadiq Khan, il quale aveva detto di “stare calmi”, e al quale il Presidente USA ha risposto con un tweet piuttosto ilare (“Almeno 7 morti e 48 feriti in un attacco terroristico e il sindaco di Londra dice che non c’è nessuna ragione per essere allarmati!“), rilancia la sua misura più discussa, che molti giudici federali (soprattutto di matrice politica liberal) hanno bloccato sotto le proteste incalzanti dei liberals. 

Attualmente ne esiste una versione annacquata in vigore, al vaglio della Corte Suprema Americana, ma è chiaro che Trump non pare abbia intenzione di accontentarsi. Il suo è un chiaro messaggio: 

Dobbiamo dire basta al politicamente corretto e pensare alla sicurezza del nostro popolo. Più o meno è questo il senso del tweet di Mr. Trump, che poi in un tweet successivo rilancia – appunto – il travel ban. Insomma, un bel vaffa alla manfrina buonista della sinistra mondialista, che ottusamente non vede o non vuole vedere l’assedio, e che anzi, davanti a questi fatti sanguinosi, imperterrita, insiste con le favole della maggiore integrazione, del quanto è bello (e inevitabile) il multiculturalismo, e con le assurde accuse all’Occidente e alla cristianità di essere gli unici colpevoli di questi fatti, poiché non accolgono e non integrano. Sic!

Intanto, mentre i nostri buonisti si prodigano in concertoni e inni pacifisti, la politica mediorientale di Trump sembra (il condizionale è d’obbligo) dare qualche frutto sul fronte della lotta al terrorismo. E’ di oggi la notizia della interruzione dei rapporti diplomatici tra il Qatar e alcuni paesi arabi come Arabia Saudita, Egitto, Bahrein, Emirati Arabi Uniti e Yemen. Il Qatar è stato infatti accusato da questi ultimi di finanziare e sostenere il terrorismo. Un successo del presidente USA? Non ne ho proprio idea (ecco perché l’uso del condizionale), ma è chiaro che questa decisione, davvero storica, è destinata a pesare nei futuri rapporti diplomatici tra l’Occidente e il mondo arabo. Forse, e dico forse, anche in medioriente stanno iniziando a considerare il terrorismo più un danno che un vantaggio.

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