Trump e clima. La rabbia dei radical chic e dei sinistrati di mezzo mondo

trump-clima-accordi-parigiLa balla del global warming, oggi più genericamente chiamato “cambiamento climatico”, non ha fregato Trump. E ammetto che questo mi fa rosicare un po’. Invidio gli americani, che hanno un presidente che mette davanti prima gli USA, perché – come lui stesso dice – non è stato eletto per fare gli interessi dei cittadini di Parigi, bensì di Pittsburgh. Per noi italiani, o almeno per quella grossa fetta di italiani che non ha i prosciutti negli occhi, sono parole che infiammano, benché si sia perfettamente consapevoli che le parole di Trump valgono per i cittadini di Parigi come per quelli di Roma o di Berlino.

Ma del resto, è questo che dovrebbe fare un presidente: fare gli interessi di chi lo ha eletto. Il fatto stesso che noi ci meravigliamo, d’altra parte, la dice lunga sullo stato di rappresentatività della nostra classe politica, che, oggettivamente, da decenni non fa più i nostri interessi, bensì quelli di qualcun altro che non siamo noi, compresi gli stessi USA e oggi anche la Germania. Gli italiani, sotto questo frangente, sono un popolo sfortunato, un po’ per colpa loro e un po’ perché l’inettitudine della nostra classe politica raggiunge, ogni giorno, vette sempre più alte.

In ogni caso, la decisione di Trump di uscire dagli accordi di Parigi, puntualmente ha scandalizzato e ha fatto schiumare di rabbia i radical chic di mezzo mondo. Il che dimostra due cose: o costoro sono conniventi con la balla dei cambiamenti climatici, oppure sono gli “utili idioti” attraverso i quali viene propagata per macinare denaro alle spalle dell’Occidente. Fatto sta, che mai si era visto uno sgomento così grande in seno ai liberals, democrats ed ex-post comunisti, per la prevista decisione USA, visto che esistono paesi che dell’accordo di Parigi se ne strafottono alla grande a nostro completo danno. Uno dei quali è la Cina, diretto concorrente commerciale degli USA e dell’Europa.

Ecco dunque le ridicole “minacce” di alcuni sindaci americani (tra cui il radical chic newyorkese De Blasio): rispetteremo comunque gli accordi di Parigi. Emetteremo ordini esecutivi che faranno ciò. Ebbene, non so fino a che punto converrà loro. Stabilendo i limiti degli Accordi di Parigi, non faranno altro che far scappare le aziende che dovrebbero sottostare a tali limiti. Senza contare che i cittadini di queste città si vedrebbero certamente aumentare le imposte e la disoccupazione, in conseguenza degli stessi. Ma è chiaro che oggi, protestare, blaterare e minacciare, è quasi un obbligo visto l’astio nei confronti dell’attuale presidente. Dico pure che se fosse stato Obama a decidere una tale mossa, loro avrebbero applaudito: ma questa è la doppia morale sinistra, valida per ogni parte del globo.

E a proposito di sinistri, ovviamente anche quelli nostrani si sono detti scandalizzati e delusi (poveretti!) per questa decisione USA. Peraltro anche le nostre istituzioni si sono unite al coro degli indignados. Ecco dunque il nostro presidente del Consiglio che si è subito accodato alle “proteste” e alle “minacce” della Merkel e Macron. Difficile che potesse fare diversamente, ma è sempre un dolore e una delusione vedere il nostro Governo che si omologa velocemente ai desiderata di Parigi e Berlino; soprattutto su un tema altamente controverso come il global warming, i cui accordi danneggiano anche e soprattutto le nostre aziende e la nostra economia, peraltro già disastrata per la voracità tedesca (chiamali amici e alleati, tze!) e per la spietata concorrenza cinese.

In ogni caso, gli USA non usciranno immediatamente da tali accordi. La procedura è lunga e ci vorranno almeno quattro anni. Dunque, i sinistri e i ballisti di mezzo mondo potranno ancora sperare che il gigante torni sui suoi passi, se mai dovesse cambiare l’amministrazione, come del resto sperano. Ma io “tifo” per Trump, e non già perché sono filo-americano (e non lo sono), ma perché Trump rappresenta perfettamente il cuneo che sta spezzando il sistema e la rete di menzogne tessuta intorno al clima e non solo. Se continuerà a governare, nei prossimi anni ne vedremo delle belle.

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