Tranquilli! Populismo e sovranismo non sono affatto morti. Anzi…

populismo-sovranismo-no-euSe qualcuno crede seriamente che il populismo e il sovranismo, con la vittoria di Macron, siano stati arginati definitivamente, sbaglia e sbaglia di grosso. La realtà è che le forze sovraniste e populiste (che non necessariamente si confondono) continueranno a lottare affinché la sovrastruttura europeo-elitaria crolli su se stessa. In questo, confidano pienamente nell’operato della stessa sovrastruttura, che ogni giorno che passa, mostra e disvela la sua arroganza e le sue crepe.

La vittoria di Macron in Francia, fra qualche mese verrà considerata dagli stessi francesi che l’hanno permessa, una sciagura della quale liberarsi il prima possibile. Quando il tecnocrate inizierà a spingere per i sostanziosi tagli alla spesa pubblica e rafforzerà la sudditanza di Parigi a Berlino, allora i francesi realizzeranno il clamoroso errore che hanno commesso, votando un esponente dell’elitarismo tecnocratico e finanziario.

Dobbiamo solo dare tempo al tempo e allora la mela quando sarà matura, cadrà da sola dal ramo. In quel momento, i populisti e i sovranisti, dovranno solo farsi trovare pronti per coglierla al balzo. E’ solo questione di tempo dunque. Hanno perso una battaglia, ma la guerra è ancora lunga. E la prossima schermaglia, più che in Germania, dove le élite tengono salde le redini del potere, si svolgerà in Italia.

Spetterà dunque a noi italiani il gravoso compito di impedire che le élite finanziarie, rafforzate dall’asse franco-tedesco, imbandiscano la tavola sulla nostra testa. Seppure – bisogna ammetterlo – questo non sarà un compito facile. Attualmente nel nostro paese non esiste una forza identitaria che abbia la capacità di intercettare i voti degli italiani che non intendano rassegnarsi alla disastrosa realtà che l’attuale classe politica filo-europea e filo-tedesca ci ha cucito attorno. Soprattutto, non esiste una forza che sia in grado di rappresentare la maggioranza silenziosa dei cittadini che ogni giorno viene umiliata da una tassazione esosa e da un’immigrazione incontrollata che stanno letteralmente sfilacciando il nostro tessuto produttivo e la nostra identità. E le forze oggi presenti che in un modo o nell’altro riprendono questi temi, sono per lo più inadeguate per una mancanza cronica di leadership.

Eppure l’Italia è – non dico l’ultima – ma certo, nell’imminenza, la più importante speranza per l’Europa dei popoli e delle nazioni. Bisogna solo prendere coraggio e imparare dagli inglesi, che forse più degli altri, hanno capito cosa significa stare dentro l’Unione Europea, tanto da volerne uscire. Quello che serve è solo riacquistare un po’ d’amor di patria, di sano realismo e di amore per la nostra Costituzione che non tollera cessioni di sovranità nazionale a entità sovranazionali. Diversamente, prepariamoci a diventare una nuova Grecia, perché questa è la strada che hanno tracciato per noi le élite che hanno favorito l’ascesa di Macron all’Eliseo.

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