Torino. La paura fa novanta, e i terroristi hanno già vinto.

paura-occidente-terroristiNon voglio entrare nel merito di quel che accaduto nella piazza di Torino ieri l’altro. Ci sono evidenti responsabilità politiche e amministrative, oltreché penali che verranno accertate dalla magistratura. Non è infatti questa la ragione di questo commento, quanto un’inevitabile considerazione: ormai viviamo nel terrore inconsapevole. Nel terrore sottile e velenifero di prendere un aereo, di recarci in un luogo troppo affollato, di viaggiare all’estero in città e in zone occidentali che fino a qualche anno fa erano relativamente sicure. Il tutto, perché grava sulla nostra psiche il terrore di essere vittime di un attentato, di vedersi saltare in aria, a causa dei pazzoidi della fede che si immolano in nome di Allah.

Dire che il terrorismo ha già vinto, non è dunque una fandonia. E’ semmai una fandonia, e di quelle belle e grosse, affermare che no, noi abbiamo vinto il terrorismo, perché facciamo i concertoni di “sfida” (patetici!), coloriamo con i gessetti colorati i simboli del pacifismo (attenzione: non della pace, ma del pacifismo!) e neghiamo in coro la realtà dei fatti, e cioè che non è questa una guerra di religione, ma è la conseguenza – e qui l’ennesima balla – delle nostre colpe di ex-crociati e di ex-colonialisti. I brutti, i sporchi e i cattivi, alla fine non sono i terroristi islamici, ma degli occidentali che hanno conquistato e colonizzato e ora non vogliono integrare le loro vittime.

Assurdo? No, non è assurdo. E’ semplicemente folle. Così come è folle negare che questa non sia una guerra di religione. Certo, non nei termini di fede contro fede (anche se su questo punto ci sarebbe qualcosa da dire), ma di civiltà contro civiltà. Tra due modi di vivere differenti, di percepire le relazioni con il prossimo e la società. E la benzina sul fuoco ce la mettono i poteri economici e politici, che con le loro pianificazioni vogliono rendere l’Europa un campo di battaglia, e dunque una terra sulla quale esercitare il loro potere, corrodendo dall’interno quel piano dei diritti sociali e politici che a fatica abbiamo costruito durante il sanguinoso ‘900.

Ecco perché i terroristi hanno già vinto. Al di là delle bombe, la loro vittoria è nell’essere riusciti a instillare la paura e l’insicurezza in Occidente. L’idea, cioè, che dietro ogni angolo ci possa essere qualcuno pronto a farsi esplodere e mietere vittime. E così basta un petardo in mezzo a una folla, per scatenare il panico e l’isteria collettiva. Se non è vittoria questa, ditemi cosa è.

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