Toh! Ora la Germania si prende anche gli aeroporti greci

grecia-aeroporti-germaniaLa Grecia è il successo dell’euro. Ricordate questa celeberrima frase di Monti, che potete godervi ancora una volta su Youtube. Ebbene, talmente è stato un successo, che oggi la Grecia è peggio del terzo mondo: un paese allo sfascio, povertà, deindustrializzazione e disoccupazione sono la norma. Il suo governo, guidato da Tsipras (già, quello che, parafrasando Grillo, doveva aprire la UE come una scattoletta di tonno), ormai è solo l’esecutore materiale dei diktat europeisti e del FMI. Il tutto, nel silenzio della stampa mainstream, ovviamente. 

Il successo dell’euro, dunque. E non è mica una considerazione ilare. Questo è davvero l’euro, congegnato dai tedeschi: un sistema per fottere i paesi del sud Europa, che un tempo erano i concorrenti commerciali della “Crante Cermania” e che oggi si trovano con le pezze nel sedere. Ma anche questo, in fin dei conti, è l’obiettivo, quello mediato e diluito nel tempo, che ormai conosciamo tutti: creare una sovrastruttura europea guidata dalle élite che domina una massa di manodopera a basso costo. La Germania è semplicemente il paradigma e lo strumento. Intendiamoci però: non la vittima. Ma la designata, la destinata. Deutschland über alles, dice, a ragione e significativamente, l’inno tedesco.

La Grecia è stata la prima vittima di questo progetto folle. Oggi, dicevo, è un paese del terzo mondo: terra brulla da conquistare, tanto è sommersa dai debiti e disposta, dunque, a tutto pur di racimolare qualche euro, compreso vendere isole e porti. Questi ultimi, in particolare, guarda caso sono finiti tutti o quasi ai tedeschi (sì, quelli di über alles ecc. ecc.), che sono – che coincidenza! – i più rigidi ed esigenti creditori della Grecia.

E ai tedeschi, manco a dirlo, sono finiti anche tutti gli aeroporti greci. Lo riporta oggi Il Sole 24 Ore, che da conto dell’assegnazione della gestione dell’aeroporto di Atene al gestore tedesco, dopo che – nel 2015 – ai tedeschi erano andati 14 aeroporti regionali. Poi – mi raccomando – siamo noi i complottisti e quelli che vedono, stupidamente e ignorantemente, una grande voglia dei tedeschi di resuscitare la grande Germania (considerata fake news). Eppure questi dati lo dicono, e ce ne sono altri che lo confermano: come il fatto che la Merkel si sia messa contro i tre vincitori della seconda guerra mondiale, e tenti oggi di evocare un inesistente patriottismo europeo per contrapporsi agli USA. Per non parlare poi del progetto di creare un esercito europeo. Questi sono sintomi gravi che non dovrebbero essere affatto sottovalutati e che invece vengono allegramente (e volutamente?) presi sottogamba, soprattutto in Italia, il paese che, da sempre, fa più gola ai tedeschi. Noi, infatti, siamo i prossimi nella lista delle colonie da far capitolare.

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