Se tutti detestano questo Governo e lo spread sale allora vuol dire…

governo-di-maio-lega-salvini-populismoSe tutti detestano questo Governo, lo guardano storto, lo vituperano, lo odiano, ne dicono peste e corna, fino a delegittimarlo sul piano della capacità, invocando persino l’intervento di Mattarella, affinché utilizzi le sue prerogative ex-art. 92 Cost. in senso presidenzialista, una ragione c’è, e cioè che forse questo Governo è non dico quello giusto, ma quello idoneo a scardinare il sistema.

Pochi dubbi in proposito. Il dubbio maggiore semmai si pone sul piano della concreta fattibilità delle misure e delle azioni politiche previste nel cosiddetto contratto di Governo. Soprattutto sulla forza politica e la determinazione necessarie per poterlo attuare. E’ lì infatti che si giocherà la partita, più che sui nomi. Ed è lì che l’attuale maggioranza giallo-verde potrebbe mostrare tutti i propri limiti sia come “alleanza” e sia come capacità di concretizzare, e cioè di passare dalle parole ai fatti.

Ma che ci sia una grande paura nei mercati degli speculatori e nei gangli più profondi del potere, soprattutto eurista, poco tollerante nei confronti dei processi democratici, è evidente. Del resto, è sufficiente osservare come abbiano sguinzagliato in ogni dove il loro esercito di utili idioti per difendere l’indifendibile, e cioè lo status quo economico e sociale ordoliberista, fatto di tagli alla spesa e ai diritti sociali, fatto di disoccupazione dilagante, di erosione della ricchezza delle famiglie e di affievolimento della sovranità nazionale, e il tutto dietro la scusa della tenuta dei conti e dello spread, per rendersi conto che questa è una vera e propria guerra nella quale il colore carioca rappresenta oggi il pericolo concreto di perdere posizioni di potere.

La realtà dunque è cristallina: i poteri forti, oggi, soprattutto quelli sovranazionali e finanziari, non vogliono cedere la cuccagna rappresentata dalla ghiotta ricchezza del nostro paese. L’Italia, del resto, è un paese ancora ricco (gli italiani possiedono liquidità per 5000 miliardi di euro), malgrado la profonda crisi economica ormai decennale determinata dalle politiche euriste dei governi passati. L’euro dunque rappresenta il grimaldello utile ed efficace per erodere pian piano questa ricchezza. E la sua tenuta, unita alle politiche dei tagli, delle privatizzazioni e della desovranizzazione utili a sostenerlo, hanno (avuto e tuttora hanno) lo scopo di trasferire in altre mani la ricchezza degli italiani. Da qui l’odio viscerale nei confronti dei cosiddetti populismi e dei governi che esprimono, che nella propaganda sono rei di alimentare le illusioni dei popoli, ma che nella realtà semplicemente rivendicano un diritto che molti ormai hanno dimenticato: il diritto di scegliersi i propri governanti e il proprio destino politico ed economico in piena sovranità.