Se Trump rivolta contro Obama la frittata velenosa del Washington Post

obama-trump-russiagateIl Washington Post, convinto di fare uno scoop contro Donald Trump, rivela che la CIA già sapeva di un coinvolgimento diretto di Putin nel tentativo di influenzare le elezioni presidenziali americane. Secondo le solite gole profonde, esistono le prove di questo coinvolgimento. Ma c’è di più: i servizi segreti già dall’estate precedente erano a conoscenza del progetto dello zar di influenzare pesantemente le elezioni a favore di Donald Trump e contro Hillary Clinton. Di queste operazioni ne fu informato prontamente l’allora presidente Obama.

Al Washington Post devono essere stati davvero eccitati quando hanno appreso questa notizia, che prometteva una deflagrazione interessante. Probabilmente non vedevano l’ora di darla in pasto agli americani per mettere, ancora una volta, il dubbio circa la legittimità di Donnie a essere presidente. Avranno pensato: così gli americani si renderanno conto dell’errore che hanno fatto, eleggendo un uomo che ha vinto grazie ai famosi hacker russi.

Ma spesso la fretta gioca brutti scherzi, perché, quando la notizia è stata pubblicata, Donald Trump non è restato certo a guardare, e certo non ha indetto velocemente una conferenza stampa nella quale ha cercato di offrire delle scuse balbettanti autoassolutorie. Ha fatto quello che uno squalo che da una vita nuota fra gli squali ha fatto: ha rivoltato la frittata velenosa lanciata contro di lui a suo favore e l’ha spedita dritta dritta all’indirizzo di Barack Obama. Le sue parole, estratte da una intervista a Fox News, sono eloquenti:

Ho appena sentito per la prima volta che Obama sapeva delle (operazioni della) Russia molto tempo prima delle elezioni ma non ha fatto nulla al riguardo. Ma nessuno vuole parlare di quanto è accaduto … La CIA gli aveva dato le informazioni molto prima del voto e per me è difficile da capire perché non ha fatto nulla…

In soldoni, Trump si chiede e chiede agli americani: se Obama sapeva, e sapeva (scoop del Washington Post), perché non ha fatto nulla per impedirlo? Soprattutto perché non ha rivelato la notizia agli americani? Perché non ha denunciato questo tentativo al Congresso?

Domande che resteranno senza risposta, a meno che lo stesso Donald non chieda al Dipartimento di Giustizia e all’FBI di aprire un’inchiesta, indagando Barack Obama, o questi lo facciano di loro iniziativa. Quel che è certo, qualunque cosa deciderà di fare o verrà fatta, è che lo scoop del Washington Post si è rivelato un clamoroso boomerang per la propaganda democratica e certo un assistit non voluto né desiderato a favore del presidente USA, che ogni giorno di più si rivela essere un osso piuttosto duro anche per le solide ganasce del deep State. Alla prossima puntata.

  Commenta
E' stato un post interessante?0No0
Ultimi PostPost CorrelatiI piu` letti