Se non c’è spoil system non c’è cambiamento

Possiamo pure cambiare i ministri e il presidente del Consiglio, ma oggi, con un sistema istituzionale appositamente atomizzato e decentrato, quasi dilaniato dal neoliberismo e come tale finalizzato a neutralizzare il potere sovrano nazionale degli organismi costituzionali elettivi, la sostituzione delle figure apicali e dirigenziali del sottobosco ministeriale e delle autorità indipendenti diventa un processo necessario e fondamentale per non veder vanificata l’attuazione del programma politico uscito vittorioso dalle consultazioni elettorali

Non è assolutamente immaginabile che si possa perseguire determinati obiettivi di politica nazionale, se chi governa poi lascia al loro posto le predette figure apicali, che – ricordo – per la loro particolare posizione e per i poteri che sono loro conferiti dalla legge, sono in grado di intralciare o assumere decisioni contrarie all’indirizzo politico definito dal Governo. Per questa ragione esiste lo spoil system, e cioè il potere-dovere di un Governo di segno opposto rispetto a quello precedente, di allontanare dalla stanza dei bottoni coloro che sono stati nominati dal Governo precedente. Ed è un processo che deve essere fatto senza remore nei primi mesi di ingresso del nuovo Governo, perché la collaborazione con il sottobosco ministeriale e con gli enti autonomi che esercitano potere politico, risultando cruciale, deve essere improntata alla completa lealtà e alla comune visione degli obiettivi di politica nazionale e internazionale.

L’errore più grave che potrebbe pertanto fare una compagine di maggioranza, in un contesto amministrativo “ostile”, sarebbe non solo quello di permettere che facciano ingresso nel Governo ministri tecnici che non sono d’area, ma anche quello di lasciare al proprio posto chi per anni ha lavorato a fianco dei Governi precedenti aventi una visione politica diametralmente opposta rispetto a quella risultata prevalente alle consultazioni elettorali. Soprattutto se l’interessato è stato nominato da quei Governi o risulta gravitante nell’area politica delle maggioranze precedenti.

Se questo è vero, è chiaro che qualora la maggioranza di Governo non attui un profondo spoil system (anche a costo di emanare norme di legge per perseguirlo), delle due l’una: o è una maggioranza che non ha ben chiaro quali siano le implicazioni politiche nel lasciare al loro posto figure apicali che potrebbero risultare ostili agli obiettivi di politica nazionale definiti nel programma di Governo; oppure è complice e non intende in alcun modo mutare l’indirizzo politico definito dai Governi precedenti, facendosene semmai garante e realizzatore.

Questo per dire che chi tifa a priori una compagine di Governo e parimenti non risulta attento ai dettagli fondamentali del gioco politico che ricomprende anche questi aspetti, rischia semplicemente di fare il pesce in barile, mentre gli mangiano la pastasciutta in testa.