Se la Germania incrementa la spesa militare per il riarmo

riarmo-germaniaLa Germania ormai si è pappata mezza Europa. Economicamente esercita un’egemonia, grazie all’euro, che non è altro che un marco tedesco esteso a tutta Europa. Una Germania egemonica, d’altra parte, fa comodo alle élite che mirano al superamento degli Stati nazionali, perché attraverso il dominio economico, gli Stati nazionali si indeboliscono economicamente e socialmente, cedendo fette sempre più ampie della loro sovranità a un centro di potere oligarchico, oggi identificato nell’Unione Europea, non a caso dominata dalla Germania.

Le tensioni con la Russia

Ma la Germania, dopo settant’anni, non pensa solo a estendere la propria egemonia economica in tutta Europa. Vincendo i sensi di colpa interni (che ogni giorno di più si affievoliscono), pensa anche a un “riarmo”, complice la grave instabilità politica mondiale e il tentativo della Russia di stabilire dei paletti a est, che impediscano da una parte l’espansione della NATO, e dall’altra della UE. Non a caso, la crisi ucraina è nata per queste ragioni, e la secessione della Crimea, risponde a questa esigenza.

Gli impegni NATO

Il riarmo della Germania dovrebbe destare preoccupazione, ma è un tema completamente assente nel dibattito politico, anche perché il progetto è ancora in fase embrionale, trovando peraltro parecchie resistenze nella stessa Germania (il 70% dei tedeschi sono contrari a un riarmo). Ma il mondo, rispetto al passato, è cambiato notevolmente. Trump chiede un maggiore impegno degli alleati per le spese NATO, e – come ho detto – la sola egemonia economica non basta più. Ecco dunque che qualche timido tentativo di incrementare le spese militari è stato fatto. Così, qualche mese fa, il ministro della difesa tedesco, ha annunciato un incremento, entro il 2024, delle forze armate da 178.000 unità a 198.000 unità, a cui si aggiunge uno svecchiamento delle tecnologie militari. E ciò per raggiungere il fatidico 2% delle spese militari NATO.

Accordi di collaborazione extra NATO

Non solo. A quanto è dato sapere, alcuni paesi limitrofi alla Germania (Romania e Repubblica Ceca), hanno chiesto  di integrare parte della propria forza militare nella struttura di comando dell’esercito tedesco. In base a questi accordi si tratterebbe inizialmente di una singola divisione per paese, come del resto già accade nell’accordo di collaborazione militare tra Germania e Paesi Bassi, e poi l’integrazione, chiaramente, diventerebbe più ampia e più articolata.

La bomba atomica tedesca

Insomma, se questo è il trend, non c’è da stare particolarmente allegri. In parte perché una Germania forte militarmente potrebbe creare problemi nel vecchio continente; e in parte perché questa corsa al riarmo non fa presagire nulla di buono. Sicuramente non può invece destare preoccupazione la notizia che circola in questi mesi su una possibile “bomba atomica tedesca”. In realtà trattasi di una mezza bufala. Il Governo tedesco non ha mai detto che intende costruire una bomba atomica per proteggersi da un’eventuale attacco russo. Invero è solo l’opinione di un professore tedesco che insegna in Gran Bretagna, il quale ha ipotizzato questa possibilità, poiché le uniche due potenze nucleari europee (Francia e Gran Bretagna) non sembrano intenzionate a condividere il loro sistema di difesa con il resto dell’Europa, anche se con l’avvento di Macron, e il rinnovato asse franco-tedesco, qualcosa potrebbe cambiare.

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