Se il tentativo di delegittimare Trump passa per la camera da letto

Nuovo attacco mediatico contro il presidente Trump. Ora spunta pure la notizia di un presunto bunga bunga con una ex-pornostar, che sarebbe stata pagata dal presidente per mantenere il silenzio sul suo rapporto sessuale con lui, avvenuto anni prima.

Ennesimo attacco degli organi di informazione di regime (liberal), di quelli che ancora non digeriscono che gli americani non abbiano votato la Clinton. Nulla di nuovo dunque: conosciamo bene questo sistema di delegittimazione che viene messo in moto quando le elezioni le vince l’avversario antisistema e si considera costui un “abusivo” nelle stanze del potere, dimostrandosi ancora una volta che la democrazia è tale solo se al governo ci vanno gli amici e i propri beniamini.

Del resto, certi attacchi partono quando l’attivismo politico dell’avversario riscuote consenso e produce gli effetti economici, sociali e politici desiderati e programmati in campagna elettorale. Guardiamo Trump. La sua riforma fiscale ha ingenerato positività e ha iniettato ottimismo nel sistema economico americano (le borse volano, e il surplus dovuto al taglio fiscale viene utilizzato dalle aziende per premiare i dipendenti). La sua politica internazionale, basata sulla rottura di un logorato equilibrismo costruito sulle ipocrisie (v. Gerusalemme capitale), inizia a dare i frutti sperati, mostrando peraltro al mondo la scarsa credibilità di un’Europa vecchia, collusa e molle.

Così eccoli i nemici di qui e di lì dell’oceano che cercano le solite strade per attaccarlo. Il russiagate, la più grande fake news montata contro un presidente USA e per la quale il contribuente americano oggi sta spendendo montagne di dollari, poi le denigrazioni costanti sullo stile di vita e il carattere di Trump, la sua passione per Twitter, e infine il libro scandalo, che però si è sgonfiato come un palloncino, causando un’unica vittima: quel Steve Bannon, mentore e ideologo del trumpismo, sulle cui “confessioni” è stato scritto il libro.

Ora ci tentano con il bunga bunga (in realtà storia vecchia che però spesso funziona). E questo un po’ mi ricorda Berlusconi e l’incapacità dei media italici e dell’estabilishment di accettare l’idea che gli italiani lo avessero votato e gli avessero permesso di diventare Presidente del Consiglio, dimenticando che questa è la democrazia. Quella che molti accettano solo e se gli elettori votano a senso unico. 

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