Se il pericolo fascista è un’arma di distrazione di massa

pd-sinistra-antifascismo-fascismoMai come in questi ultime settimane si parla di “pericolo fascista”. La sinistra, che crolla letteralmente nei consensi, complici i cinque anni di governo disastroso che hanno portato l’Italia allo sfascio, e le varie scissioni che stanno dilaniando il PD, cerca di trovare una posticcia unità, sotto la sempreverde bandiera dell’antifascismo. E lo fa, agitando lo spauracchio della reviviscenza (neo)fascista che starebbe prendendo piede in Italia. I pretesti sono i recenti fatti di cronaca legati ad alcune iniziative dell’estrema destra italiana.

Esecrabili o meno le predette iniziative, rientranti o meno nella libertà di espressione, è chiaro che trattasi di azioni politiche marginali, degne al massimo di un trafiletto in decima pagina. E invece no: caratteri cubitali, massima diffusione TV, e il topolino diventa un elefante a beneficio (si fa per dire) degli italiani che davvero credono che oggi in Italia il pericolo sia il ritorno di un’ideologia morta e sepolta settant’anni fa, il cui consenso è del tutto marginale e politicamente trascurabile.

Dunque, il problema esiste davvero? Certo che no. E il fatto stesso che emerga or ora, a pochi mesi dalle elezioni, tradisce in realtà le grandi difficoltà del centrosinistra, frastagliato e dilaniato dalle scissioni, nel recuperare i consensi persi, a vantaggio soprattutto del centrodestra. Consensi che difficilmente potranno essere recuperati con questo genere di iniziative, quando è evidente che il nostro paese è allo stremo, e che gli italiani, almeno per la maggior parte, attribuiscono inequivocabilmente le responsabilità del disastro ai governi usciti dalle elezioni politiche del 2013, tutti di centrosinistra.

La verità, dunque, è ancora una volta confermata con le sagge parole di Pierpaolo Pasolini, il quale, rivolgendosi ad Alberto Moravia sull’uso dell’antifascismo come strumento di propaganda politica, chiede retoricamente al celebre scrittore “se questo antifascismo … che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso. Spingere le masse a combattere un nemico inesistente mentre il consumismo moderno striscia, si insinua e logora la società già moribonda.” (Pier Paolo Pasolini ad Alberto Moravia, “Incontro con…” Rubrica Rai 1973, trasmesso da Rai Storia).

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© Foto di Emilio Randacio/La Stampa – Licenza CC BY-NC-ND 4.0
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