Quelli che la colpa degli attentati terroristici è delle Crociate

crociati-crociate-islam-terrorismoPurtroppo, e dico davvero purtroppo, l’ignoranza è una brutta bestia, soprattutto quando è sapientemente veicolata attraverso una scuola che non è più in grado di insegnare i valori della patria, l’identità nazionale, e soprattutto la nostra memoria storica, se non attraverso un’opera di edulcoramento e di accomodamento del passato per non urtare qualche minoranza etnica.

Ecco dunque che emergono livelli di ignoranza storica abissale e argomentazioni davvero ridicole, se non addirittura fantasiose, sulle ragioni di tanto odio nei confronti dell’Occidente da parte dell’estremismo e del radicalismo islamico. Fra le tante idiozie, la migliore è questa: è colpa delle crociate. Capito? Secondo certuni, la colpa è di un evento storico accaduto mille anni prima (mica ieri), che aveva ragioni politiche, religiose e sociali ben precise; soprattutto perché rispondeva – cosa questa che non viene mai detta – a una politica espansionistica dei califfati di allora che stava lambendo pericolosamente le terre europee. Dunque le ragioni erano soprattutto di difesa. 

Fondare oggi le motivazioni degli attacchi terroristici sulla base di eventi così remoti, se non è ignoranza allo stato puro, è protervia bell’e buona, finalizzata a disinformare e colpevolizzare la società occidentale, attraverso un’esigenza di espiazione che non sta né in cielo né in terra. Del resto, noi oggi siamo il prodotto di quelle crociate, il quale, attraverso i secoli di dure e lunghe conquiste di civiltà e di libertà, ha creato il progresso. Se non ci fossero state le crociate, probabilmente oggi l’Europa sarebbe stata molto diversa: un continente povero, islamico e immerso nel medioevo. Come lo sono l’Afghanistan, il Pakistan, l’Iraq, l’Iran, i paesi della penisola araba e del nord Africa.

Ragionare dunque in termini simili, è dare una mano e una giustificazione storica e morale al terrorismo islamico, che sovente quando parla degli occidentali, aizzando i pazzoidi della fede, parla dei “crociati”, quasi che noi davvero siamo quelle moltitudini che si recavano dieci secoli fa in Terra Santa con l’idea di difendere il Santo Sepolcro. E’ chiaro che non lo siamo, come peraltro ne sono ben consapevoli le organizzazioni terroristiche che semmai usano la parola “crociati” solo per finalità propagandistica. Del resto, diversamente, se lo fossimo stati davvero, il problema del terrorismo islamico neanche si sarebbe posto, o se si fosse posto, sarebbe stato risolto da un bel pezzo.

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