Quali sono i famosi dubia a cui il Papa non ha mai dato risposta?

I dubia. Chi non ha mai sentito parlare delle famose domande poste al Papa, e alle quali il Papa non ha mai risposto, e che riguardano Amoris Laetitia, soprattutto per quanto riguarda la comunione ai divorziati-risposati? E perché sono stati formulati?

Prima però è necessario chiarire cosa sono i dubia. Ebbene, i dubia sono domande solenni che vengono poste al Papa, quando vi è – appunto – un dubbio relativo a un insegnamento dottrinale (anche se seminato in un insegnamento pastorale) da lui impartito che (apparentemente) pare discostarsi dalla verità di fede e dunque dai fondamenti della dottrina. Il Papa in questo caso, per dissipare questo dubbio e dunque evitare confusioni o divergenze interpretative pericolose per l’unità della Chiesa, dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) rispondere, confermando la giusta interpretazione secondo l’insegnamento millenario della Chiesa.

Fatta la premessa, i dubia rivolti a Papa Francesco sono stati formulati in relazione all’esortazione apostolica Amoris Laetitia, nella quale si apre alla possibilità di concedere la comunione ai divorziati-risposati, usando il criterio (ambiguo e fumoso) del discernimento. Sicché, non è più regola assoluta il divieto di dare la comunione ai divorziati-risposati, ma è regola che deve essere valutata in base al caso concreto. Un’apertura epocale che non è piaciuta a molti, e che ha dato origine ai dubia, ai quali finora il Papa non ha risposto direttamente, affidando la propria posizione sull’argomento alla pubblicazione negli Acta Apostolis Sedis di una lettera inviata all’episcopato argentino proprio in materia di interpretazione dell’esortazione apostolica.

Ma quali sono le domande sui dubia? Eccole:

  1. Può una persona legata da un vincolo sacramentale in atto e che ora vive con un nuovo partner in una relazione coniugale (AL,N. 305, nota 351) ricevere in certi casi assoluzione e comunione?
  2. Ci sono comandamenti morali assoluti, rispettivamente, proibizione, che sono vincolanti senza eccezione e in tutte le circostanze (come l’uccisione di una persona innocente)?
  3. È ancora vero che chi vive continuamente in stato di adulterio si trova oggettivamente in stato di peccato grave?
  4. Ci sono situazioni nella vita che mitigano la responsabilità morale a tal punto che un atto immorale (qui: adulterio) può di conseguenza essere moralmente scusato, o persino giustificato?
  5. Può una decisione di coscienza personale permettere eccezioni dall’interdizione assoluta di un atto intrinsecamente immorale?

Come afferma il cardinale Brandmueller, uno dei formulatori dei dubia, “Queste cinque domande appartengono ai fondamenti della Fede e dell’insegnamento morale“, e pertanto “secondo questi fondamenti, le domande 1, 4 e 5” devono “avere come chiara risposta un ‘No’, e le questioni 2 e 3 un ‘Sì’“.

Al di là di quello che si possa pensare sui dubia e sulla comunione ai divorziati-risposati, quello che desta perplessità, è l’ostinazione papale nel non voler rispondere, per chiarire questi punti e chiudere definitivamente la querelle che ormai si trascina da un paio d’anni e che sta alimentando la divisione nella Chiesa, dando l’idea (sbagliata) che essa sia preda di una guerra tra “progressisti” e “tradizionalisti”.

  Commenta
E' stato un post interessante?00
Ultimi PostPost CorrelatiI più letti