Pinotti vorrebbe reintrodurre la leva obbligatoria 2.0. Ma…

naia-leva-obbligatoria-pinottiIn generale non sono contrario alla reintroduzione della leva obbligatoria. La naia infatti aveva una sua funzione e impartiva qualche lezione di vita, seppure negli anni, almeno qui in Italia, prima della sua abolizione, aveva perso parecchio smalto ed era considerata una iattura dai giovani. Ma la ragione era data soprattutto dallo scarso spirito patriottico delle leve, complice una cultura politica e sociale (di sinistra) che ha da sempre demonizzato il senso di appartenenza e il patriottismo.

La Pinotti oggi vorrebbe reintrodurre l’obbligo in versione 2.0, riconducendolo però al servizio civile, sicché le giovani generazioni che dovessero trovarsi faccia a faccia con questa nuova esperienza di vita, dovrebbero svolgere un servizio civile e non anche il servizio militare. E già questo non va affatto bene. E per una ragione abbastanza semplice: se da una parte la leva obbligatoria era nata per saldare lo spirito patriottico, dare ai cittadini una sommaria conoscenza della vita militare e dell’uso delle armi, che poi sarebbe potuto tornare utile in caso di guerra, dall’altra, il solo servizio civile si tradurrebbe sostanzialmente in un’occasione di lavoro mal retribuito (o per nulla retribuito), senza nemmeno una formazione patriottica dei giovani, e anzi come un’occasione di indottrinamento ideologico europeista che minerebbe quel già scarso senso di appartenenza nazionale.

Ma non è tanto questo aspetto che alimenta i miei dubbi sulla reintroduzione della leva obbligatoria “civile” (che già di per se è determinante per una mia contrarietà), quanto il significato della parola “un servizio civile che divenga allargato a tutti “, usato dal ministro. Che significa esattamente? Allargato a tutti chi? Giocoforza, infatti, se si tratta di servizio civile obbligatorio, a esso sono chiamati tutti i giovani cittadini che hanno compiuto una certa età (18 anni). Dunque qual è l’esatto significato di “allargato a tutti“? Che il ministro abbia inteso dire anche ai non cittadini? E’ chiaramente una mia interpretazione, ma non trovo altro senso alle parole del ministro. Ma se così fosse, quale sarebbe il “premio” per gli immigrati (comunitari o extracomunitari) che si sottoporrebbero al servizio civile obbligatorio? La cittadinanza?

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