Perché Salvini potrà governare solo con il centrodestra unito

In questi giorni (soprattutto però dopo l’elezione dei presidenti di Camera e Senato) si inseguono le voci secondo le quali Salvini e Di Maio sarebbero quasi pronti per un’intesa di governo (manca solo il premier designato). Insomma, un governo M5S+Lega, che lascerebbe fuori il resto del centrodestra e segnatamente Berlusconi e (forse) la Meloni. Così fosse, a mio modo di vedere una simile mossa potrebbe essere altamente rischiosa per lo straordinario consenso acquisito dalla Lega all’indomani del voto del 4 marzo.

Le ragioni sono tanto ovvie quanto banali. Un governo pentaleghista sarebbe un governo nel quale Di Maio e company sarebbero i soci di maggioranza, e dunque la Lega sarebbe quella che Berlusconi – questa volta a ragione – definisce il junior partner, con la conseguenza che il partito di Salvini diventerebbe in sostanza quella che fu NCD per il PD. Il partito che regge la maggioranza e che, in un modo o nell’altro, legittima le scelte politiche, anche quelle infauste, del socio di maggioranza (non si possono non ricordare le unioni civili, votate anche da NCD). Poi sappiamo bene come è andata a finire per il partito di Alfano, condannato all’irrilevanza politica in queste elezioni, dopo la nota scissione avvenuta lo scorso autunno.

Non credo che Salvini sia intenzionato a fare lo stesso errore per la smania di governare, ma è chiaro che se questa fosse l’intenzione, come efficacemente è già stato detto in questo blog, allora il segretario leghista dovrà essere ben consapevole dei rischi che corre. Una scelta simile infatti decreterebbe la fine del centrodestra e l’asse con Forza Italia (e forse quest’ultimo sarebbe il male minore). Soprattutto però il partito ex-nordista rischierebbe da una parte la quasi certa scissione dei “lealisti” maroniani e bossiani (con un conseguente indebolimento del partito, che ancora non è pronto per abbandonare lo zoccolo duro “padano”) e dall’altra un annacquamento definitivo delle istanze sovraniste, il tutto in nome della real politik.

Per Salvini la via maestra è un governo che coinvolga l’intero centrodestra (che sarebbe anche la scelta più corretta), anche se questo venisse fatto con i cinquestelle, che nella logica dei risultati elettorali dovrebbe essere non già il socio di maggioranza, ma quello di minoranza. E questo pur sapendo che i grillini mai farebbero un governo con Forza Italia per ovvie ragioni. Qualsiasi altra formula che escluda FI e FdI, per la Lega sarebbe non solo rischiosa ma persino fatale.