Perché aderendo alla UE, viviamo nella illegalità costituzionale permanente

costituzione-illegalita-ue-europa-italiaEsiste una norma della Costituzione, l’art. 75, che se da una parte non prevede i referendum consultivi o confermativi, dall’altra non permette che i trattati internazionali vengano sottoposti al diretto vaglio dei cittadini (i referendum di ratifica).

Questa è una grave lacuna democratica e costituzionale voluta proprio dal costituente e mai modificata, che di fatto ha permesso ai governi che si sono succeduti alla guida del nostro paese di scegliere, impunemente e senza tener conto dell’interesse nazionale, l’adesione ai trattati europei, rivelatisi altamente dannosi per il nostro paese.

Ecco dunque che gli italiani si sono ritrovati all’interno dell’Unione Europea senza che venissero interpellati su questa cruciale scelta che ha segnato i destini della nostra generazione e di quelle future, non essendo previsto – appunto – il referendum di ratifica dei trattati, né quello che permette l’abrogazione delle leggi che ratificano gli stessi. Ciò ha determinato, come anticipavo, un grave danno per la nostra democrazia e per la nostra sovranità nazionale, che – come sappiamo – pian piano è stata ceduta a organismi che non hanno ottenuto il vaglio elettorale e che non rispondono politicamente agli italiani.

L’adesione alla UE e/o alla moneta unica, ha infatti decretato una devoluzione intollerabile delle politiche economiche e monetarie alla tecnocrazia europea, e ha tradito di fatto l’attuazione delle norme costituzionali in materia economica e sociale, che vanno – come è utile ricordare – in una direzione completamente opposta alla filosofia economica europea, improntata al neoliberismo economico e all’austerità.

Ecco perché si può affermare con una ragionevole certezza che, nonostante tutto, ci ritroviamo nella illegalità costituzionale permanente, determinata dall’evidente e insanabile contrasto tra i principi costituzionali in materia economica, sociale e lavoristica e le norme europee vigenti in Italia. Illegalità che viene sottaciuta dalle nostre istituzioni, che ormai non rispondono più alla volontà popolare, bensì alle direttive eurogermaniche.

D’altra parte, difficilmente gli italiani potranno esprimersi su questo contrasto insanabile e dunque sul conseguente abbandono dell’Unione Europea in ragione dello stesso, come è accaduto in Gran Bretagna. Sarà sempre il Parlamento italiano a decidere, indipendentemente da quello che gli italiani ritengono opportuno. Ma tutto ciò – è anche vero – è colpa e responsabilità degli stessi italiani, soprattutto di quella parte che instupidita e ubriacata dalla propaganda europeista martellante promossa su tutti i media, non riesce ad afferrare il dramma e il vulnus democratico che l’adesione all’Unione Europea produce ogni giorno. Persino davanti alla demolizione sistematica della nostra nazione, insiste nel votare partiti e movimenti che professano ogni giorno la cessione di sovranità alla burocrazia europea e la dissoluzione della patria.

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© Foto di Pubblico Dominio – Firma Costituzione – E. De Nicola, Terracini
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