Papa Francesco e le parole “definitive” su Medjugorje

Ogni volta mi riprometto di non parlare del Papa. Da cattolico e cristiano non dovrei dare giudizi, se non fosse che i comportamenti di questo Papa troppo spesso appaiono, come dire, “poco consoni” al ruolo, facendomi porre qualche domanda. Soprattutto, quando il Papa rilascia così con facilità dichiarazioni che vanno a incidere profondamente sulla fede, l’affidamento e la speranza di milioni di cattolici, come del resto è accaduto con le dichiarazioni sferzanti su Medjugorje che sembrano chiudere quasi definitivamente il capitolo “apparizioni” e “messaggi” in quel dell’ex Jugoslavia.

Personalmente ho qualche perplessità sulle apparizioni di Medjugorje. Quanto meno ho forti perplessità sulle ultime apparizioni e sull’idea di una Vergine che rilascia messaggi giornalieri da quasi trent’anni. Nei fenomeni di Lourdes e Fàtima, la Madonna è apparsa per pochi giorni, lasciando un segno visibile delle sue apparizioni. A Medjugorje, invece, sembra aver installato un vero e proprio “ufficio postale”. Il che mi rende almeno un poco diffidente sull’autenticità del fenomeno, seppure non possa escluderlo del tutto.

Quel che è certo, però, è che nonostante questi dubbi, in parte confermati dalla Commissione presieduta dal Ruini che ha indagato sul fenomeno, Medjugorje rappresenta un grande polo di attrazione della fede, una grande occasione di riscoperta del messaggio evangelico e di venerazione della Vergine, che in questi decenni oscuri, dove i valori non negoziabili e la tradizione della Chiesa sono messi in discussione, soprattutto all’interno della Chiesa stessa, è faro nelle tenebre. Se Fàtima, nella sua piena autenticità, rappresenta il monito di Dio agli uomini, ma anche l’amore materno della Madonna per l’umanità, Medjugorje è comunque il riflesso di quella luce; un conforto per migliaia di fedeli che ivi vi si recano per scoprire la tenerezza e la compassione della madre celeste che non abbandona i suoi figli.

Per questa ragione, ritengo che le parole del Papa su Medjugorje (“… forse sono cattivo, preferisco la Madonna madre e non la Madonna capo di un ufficio telegrafico…“), rilasciate a domanda del giornalista, pur con tutte le buone intenzioni, siano state del tutto inopportune, in parte perché il Santo Padre – a mia sommessa e modesta opinione – dovrebbe parlare di certi argomenti, vista la loro estrema delicatezza, solo ed esclusivamente tramite atti ufficiali, che tengano anche conto della dimensione pastorale del fenomeno (che lui stesso non nega, del resto: “… la gente va a Medjugorje e si converte. Spesso cambia vita. Questo fatto spirituale non si può negare…“), e comunque in un modo tale da non urtare la sensibilità di migliaia di fedeli; e in parte perché non s’era mai visto un Papa che rilascia, così con grande ed estrema leggerezza, interviste e dichiarazioni sui temi delicati della fede, il cui impatto non è ponderato né può essere valutato nella sua pienezza al momento della dichiarazione. Non stiamo infatti parlando di una partita di calcio appena terminata, né del risultato di una tornata elettorale. Stiamo parlando della Madonna, icona e dogma della Chiesa Cattolica, e dunque punto centrale nel messaggio di salvezza cristiano.

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