Non confondete il papismo dei progressisti con l’essere cattolici

papismo-cristiano-papa-francescoOggi, più o meno, tutti, nel mondo progressista, si proclamano ammiratori svenati di Papa Francesco. Costoro, curiosamente, si prodigano in parole lusinghiere e di stima quasi incondizionata nei confronti di questo papa. Il quale certamente – bisogna darne atto – ha dimostrato di essere capace di ricambiare a suo modo questa “simpatia”. A tal proposito, non posso non ricordare ciò che Papa Francesco disse di Pannella, all’indomani della sua morte, o della Bonino e di Napolitano durante un’intervista al Corriere.

Il fenomeno così inquadrato però non deve trarre in inganno. Non v’è alcuna conversione sulla via di Damasco; non v’è adesione ai profondi valori della cristianità né alla rivelazione divina consacrata nei Vangeli. Non abbiamo dunque ricondotto nell’ovile chi si era perduto, preludio di un ritorno glorioso alla piena cristianità in occidente. Nulla di tutto ciò. Semplicemente, i mondialisti, gli abortisti e le lobby progressiste sono diventati “papisti”, e cioè hanno eletto il Papa al ruolo di certificatore della “bontà” delle loro politiche e dei loro obiettivi laicisti e atei, e lo hanno fatto nel miglior modo possibile: strumentalizzando la figura papale per confondere i cristiani. E precisamente per insinuare in loro il dubbio che siccome il Papa è da loro ammirato (in alcuni casi, quasi al limite della venerazione), è certamente vero che il modello di vita che essi propongono (contrario ai valori cristiani) deve essere quello giusto.

Papismo. Null’altro che questo. Niente a che vedere con Cristo, con i suoi insegnamenti e con il messaggio di salvezza cristiano. Niente a che vedere con la fede. Solo esaltazione della figura politica e umana di un Papa che certamente fa davvero poco per impedire che vi sia questa infida strumentalizzazione della sua figura e del suo ruolo. Soprattutto se pensiamo alle ambiguità su famiglia e matrimonio presenti nell’Amoris Letitia e ai discorsi su ambiente e immigrazione, molto vicini per sensibilità e idee, proprio alle posizioni progressiste.

Non tutti però sono caduti nell’inganno. Molti, da tempo, denunciano il tentativo di costoro di usare la figura papale per confondere, e altri denunciano invece il poco impegno del Papa (e della Chiesa) nel dissipare i dubbi e nel rimarcare l’immensa e insanabile distanza tra la cristianità e il progressismo mondialista. Sia gli uni che gli altri, proprio per questa ragione, sono oggi attaccati e consegnati alla santa inquisizione politicamente corretta. La quale, impietosamente, li appella come il baluardo ultimo dell’ultracattolicità e del conservatorismo che si oppone illogicamente al nuovo cristianesimo secolare e progressista.

Insomma. Papismo e cristianità non sono né possono essere sovrapponibili. Anzi, l’uno è l’opposto dell’altro. Chi elegge opportunisticamente il Papa a suo punto di riferimento, dichiarandone profonda ammirazione, ma nella propria vita tiene un comportamento contrario ai Vangeli, traditore del messaggio cristiano e ignorante delle parole di Cristo, non può essere un cristiano, nemmeno un cristiano peccatore. Egli lavora contro la cristianità, usando la figura papale per disorientare i fedeli in Cristo, e ciò per uno scopo preciso: demolire la Chiesa dalle fondamenta (i fedeli), sradicare il cristianesimo dal cuore degli uomini, contrabbandandolo come antitetico alla libertà e alla piena realizzazione della persona umana. E bisogna dare atto che ci stanno riuscendo benissimo.

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