Maglietta rossa non avrai la mia libertà e la mia coscienza

Ieri si è svolta una sorta di flash mob osannato e apprezzatissimo dalla sinistra progressista. Un’iniziativa che ha trovato numerosi aderenti nella cosiddetta società civile ed è stata celebrata soprattutto dai media liberal. Ma qual è esattamente il messaggio… pardon la lezione, che questa iniziativa ha voluto darci? Manco a dirlo, l’intenzione era sensibilizzarci sugli immigrati che sono morti in mare, e dunque era un chiaro messaggio politico nei confronti delle politiche di Salvini, che – ricordo – ha chiuso i porti, impedendo alle ONG di traghettare gli immigrati salvati al largo delle coste libiche, nei porti italiani.

Che dire? Personalmente per quanto io sia profondamente rattristato e affranto per le morti in mare di coloro che, illusi dalla propaganda neocolonialista, pensano di trovare il paradiso in terra nostra, ho una testa pensante e la mia coscienza è sì lacerata, ma non da Matteo Salvini che cerca di dare seguito alle promesse elettorali premiate dagli elettori, ma da coloro che, con le politiche economiche e sociali finalizzate ad abbattere il costo del lavoro grazie all’immigrazione di massa, attirano nel nostro paese e in Europa migliaia di persone, “inducendole” ad affrontare un viaggio che spesso risulta essere mortale, poiché queste persone – è bene ricordarlo – si affidano a una rete di trafficanti che dai viaggi della speranza traggono un turpe lucro.

Non solo. L’idea stessa che si debbano aprire i porti, senza nemmeno porsi il problema di chi arriva, e soprattutto saltando a piè pari le leggi sull’immigrazione, fino a considerare – per definizione – chi cerca di approdare sulle nostre coste come un profugo di chissà quale guerra e non semplicemente un immigrato economico, assume un atteggiamento irriguardoso e irrispettoso nei confronti del popolo italiano, che non è né razzista né xenofobo, ma che non è nemmeno stupido, a tal punto da non capire che il problema non è Salvini, ma è un apparato propagandisco che cerca, con la retorica buonista e mondialista, di far passare gli italiani per quello che non sono, e peggio che cerca di rendere la loro terra natia – la Patria – terra di nessuno, senza legge, senza frontiere, senza cultura, senza radici e senza identità, ove tutti possono arrivare e fare quel che gli pare, dimenticando che questa nazione esiste ed è nata dal sangue, dalle guerre, dai sacrifici e dai sogni di migliaia di patrioti.

Io sono uno di coloro che seppure piange per le morti in mare e prega per loro, non accetta che la sua coscienza e la sua libertà vengano imprigionate in una maglietta rossa, così come non accetta che vengano imbrigliate nei gessetti colorati e in ogni altra iniziativa volta a impartire presunte lezioni di civiltà non richieste né volute dalla maggioranza degli italiani, stanchi semmai di vedersi bellamente ignorati nei loro problemi esistenziali, stanchi di vedere la povertà, l’insicurezza e il degrado crescere giorno dopo giorno nelle loro città, e vedere, soprattutto, i loro giovani… il loro futuro, partire, con passaporto e documenti alla mano, per cercare una vita migliore altrove.