L’ombra lunga del gruppo Bilderberg sul governo di Macron. Ecco perché…

macron-bilderbergNon ci sono dubbi. Che Macron sia un uomo delle élite mondiali, è ormai una certezza matematica. Basta leggere qualsiasi giornale nostrano, ma anche quegli stranieri, per togliersi qualsiasi dubbio residuale. Tutti pazzi per Macron. Tutti a far gara per descriverlo come il salvatore dell’Europa (mica della Francia), e in un certo senso, questo mi sembra un film già visto nel 2008, quando in USA aveva vinto Obama (altro uomo delle élite). Poi sappiamo come è andata a finire, dopo l’assurdo nobel della pace dato sulla fiducia.

E che dire poi della consorte molto più anziana, Brigitte? Quando Trump è diventato presidente, i giudizi dati all’indirizzo della moglie Melania sono stati i più disparati; molti dei quali davvero irriguardevoli. Poi è arrivata Brigitte e la solfa è cambiata completamente: i media si sono scatenati nel descrivere, da una parte la tenera storia d’amore tra i due, iniziata quando lui aveva appena quindici anni e lei era già una donna matura, peraltro sposata e con figli (voi immaginate cosa sarebbe accaduto a parti invertite, e se il protagonista fosse stato un Trump qualunque), e dall’altra la somma e irraggiungibile eleganza della donna, con un accostamento (improbabile e improponibile) con l’ineguagliabile Grace Kelly.

Dunque è certo che Macron sia l’uomo delle élite, già solo per questi gravi indizi di “colpevolezza”. Ma la conferma, o meglio la prova del nove, arriva con la sua decisione di nominare capo del Governo, Edouard Philippe, giurista e politico di lungo corso nell’UMP di Juppé, ma anche colui che partecipò, nell’anno 2010, a una riunione del “famigerato” ed esclusivo (quanto segreto nei contenuti) gruppo “Bilderberg”, al quale partecipò – guarda caso! – pure Macron, però nel 2014. Insomma, un uomo del sistema, certo non sgradito alle élite eurocratiche e mondiali. E non a caso, Macron, che oggi i media osannano, lo nomina suo primo ministro

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