L’ombra “eretica” sulla Chiesa Cattolica e la correctio filialis. Il punto

Qcorrectio-filialis-bergoglioualche giorno fa è uscito un documento che mira a correggere alcune interpretazioni di Amoriis Laetitia (la famosa e controversa esortazione apostolica di Papa Francesco), ritenute dal documento pericolose ed “eretiche”. Si tratta di quella che nella tradizione cattolica, risalente al Vangelo, si chiama correzione filiale. In altre parole, i figli correggono il padre, ovvero il fratello corregge il fratello, quando questi si discostano dalla strada della verità rivelata. Il primo a fare una correzione filiale fu proprio San Paolo, che riprese le condotte di San Pietro, che si stavano rivelando non proprio coerenti con l’insegnamento di Cristo (Lettera ai Galati).

Apriti cielo. La pubblicazione del documento, sottoscritto da 68 persone, fra illustri teologi e pastori, è stato subito bollato come un attacco personale e addirittura politico a Papa Francesco, e peggio come un tentativo dei “tradizionalisti” di destabilizzare il suo papato. Ma la realtà non è questa. In primo luogo, infatti, bollare la correzione filiale come il parto della frangia tradizionalista è fuorviante. Peggio pure ritenerla un attacco alla persona del Papa. La correzione filiale, proprio per le sue nobili e sante radici, è semplicemente una supplica amorevole e filiale al Pontefice, affinché costui, in quanto vicario di Cristo in Terra, faccia chiarezza sulla corretta interpretazione della sua esortazione apostolica, confermando e rassicurando che la dottrina tramandataci dal Vangelo, non è cambiata di un millimetro, soprattutto per quanto riguarda i temi affrontati in Amoriis Laetitia (matrimonio e famiglia).

Dunque nessun attacco indebito e improprio al Pontefice come in molti vorrebbero farci credere, ma solo una considerazione sulla quale è difficile non essere d’accordo, e cioè che la sua esortazione apostolica, purtroppo, si presta oggi a interpretazioni ambigue e in alcuni casi manifestamente in contrasto con la teologia; interpretazioni che stanno creando incertezza e confusione nella comunità cattolica. Ecco perché il Papa, alla luce di questa pubblicazione, dovrebbe intervenire con tutta la sua autorità e chiarire definitivamente i punti controversi che lasciano spazio alle correzioni filiali e ai dubia. Il silenzio non è, in questi casi, il bene migliore, perché alimenta ancor più il dubbio, e un pastore – si sa – non può in alcun modo trasmettere insicurezza al proprio gregge, che a lui si affida completamente.

Per leggere il documento: www.correctiofilialis.org

  Commenta
E' stato un post interessante?0No0