L’ombra della Germania e delle élite mondialiste sulla vittoria di Macron

La vittoria di Macron significherà, indubbiamente, un’accelerazione nel processo di distruzione dei popoli nazionali e degli Stati nazionali, in favore delle élite globali ed europeiste. Il programma di Macron è abbastanza chiaro: accelerare sull’unione europea, attuare le “riforme” strutturali richieste da Berlino (leggasi alla voce: distruzione dello Stato sociale), rafforzando quello che viene definito “l’asse franco-tedesco”.

Non ce ne sarà più nessuno. Tanto meno per l’Italia, che obbedirà ciecamente alle imposizioni che arriveranno da Junker e dalla Merkel, questa volta pienamente supportati da Macron. La visione è quella di sempre: nella prima fase, un’Europa franco-tedesca, un asse che deciderà la politica europea di concerto con le élite finanziarie, per favorire i grandi gruppi, le corporazioni transnazionali e avviare definitivamente quelle riforme neoliberiste che tanto piacciono all’Unione Europea, socialista nei metodi, ma neoliberista negli obiettivi, e ciò fino alla dissoluzione completa dell’Europa in un’entità globale (seconda fase).

Torniamo dunque a una visione oligarchico-tedesca del continente europeo: quella che con l’ondata populista, sembrava destinata a tramontare. Purtroppo, non è così. Il populismo, con la vittoria di Macron, subisce forse il colpo più duro dopo le elezioni austriache e olandesi, rafforzando la presa politica ed economica delle élite sui popoli europei, costretti – anche per la loro ignavia – a dissolversi in un brodo multiculturalista massificato, privo di identità e di radici comuni, dove l’unico valore che conta è il consumo.

Dal suo canto, Macron ha giurato una stretta sulla brexit, per “punire” gli inglesi dell’onta subita nel volersi separare dalla grande madre europea, e azioni contro la Polonia e l’Ungheria (quella che ha imposto una legge anti-Soros), poco inclini a piegarsi ai diktat europeisti.

I prossimi anni, con la vittoria di Macron e il rafforzamento del fronte anti-populista, saranno deleteri. Assisteremo certamente a una stretta antipopulista, e a una progressiva riduzione degli ambiti di libertà, anche sul web, con la scusa della lotta alle fake news (l’ultimo finto demone tirato fuori dal cilindro di chi non ama la democrazia e la libera circolazione delle idee). L’ideologia gender, uno dei capisaldi del nuovo ordine mondiale ed europeo, troverà nuova linfa, e l’annichilimento dei popoli europei, il loro dissolvimento in una massa facilmente governabile dalle élite, sarà un obiettivo non solo sociale, ma anche e soprattutto economico.

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