Lo strano caso del teologo anglicano pro-aborto in Vaticano

aborto-vaticano-teologoOrmai le notizie che oscurano la Santa Madre Chiesa sono all’ordine del giorno. Notizie che gettano ombra sul Vaticano, su questo papato e sull’operato di molti vescovi, che sembra ormai non abbiano più alcuna intenzione di seguire la dottrina evangelica, tanto sono interessati a compiacere per convinzione o convenienza il pensiero unico mondialista.

L’ultima che arriva dal Vaticano è davvero inquietante e amareggia. Nella Pontificia Accademia per la Vita, istituita dal Beato Giovanni Paolo II per promuovere ricerche tese a rafforzare la difesa della vita “nel diretto rapporto con la morale cristiana e le direttive del Magistero della Chiesa“, è presente anche il professor Nigel Biggar, teologo moralista anglicano e accademico di fama all’università di Oxford. Nota è la sua posizione sull’aborto: egli infatti ritiene che esista una linea abortiva, che non può andare oltre la 18a settimana, quando cioè il feto inizierebbe ad avere una certa attività cerebrale.

Al di là della posizione esecrabile di questo accademico anglicano, è chiaro che la sua presenza nella Pontificia Accademia per la Vita è una nota stonata difficilmente giustificabile (anche perché, è vietata dall’art. 6 dello Statuto). Soprattutto è una nota che contrasta palesemente con la dottrina della Chiesa e con la verità evangelica che considera la vita un valore non negoziabile, fin dal concepimento. Ci si chiede dunque come sia stato davvero possibile che questo professore, per quanto noto e blasonato, sia potuto entrare a far parte dell’istituzione con il consenso del Pontefice e dei prelati.

Un grande mistero, che getta – come dicevo – parecchie ombre sulla Chiesa, e soprattutto sui suoi vescovi. Un tempo, certe “sviste” non erano neanche contemplate, soprattutto quando si aveva a che fare con i principi non negoziabili, come la vita. Qualcosa sta cambiando nella Chiesa e peggio, sta cambiando la Chiesa. Qualcosa che lentamente sta venendo allo scoperto, attraverso episodi marginali, ma significativi, come il caso dei preti che benediscono i gay pride o le unioni civili, o pongono addirittura in dubbio la santità e l’unicità del matrimonio uomo-donna, per cercare di compiacere il pensiero unico laicista, disgregante e mondialista. Bisogna vegliare e pregare, dunque, perché come disse Cristo, “non sapete né il giorno né l’ora” (Mat. 25).

Fonte: Il Messaggero

Davide MuraAvvocato, sovranista, autore su Qelsi.it e Studiocataldi.it. Blogger su Primoarticolo.it e Il Petulante.