L’informazione che ignora consapevolmente la Marcia per la vita

Oggi non solo si è tenuta la marcia pro-immigrazione, di cui ho dato conto in un altro post. Ma anche la marcia per la Vita, e si è tenuta a Roma. Non so in quanti vi abbiano partecipato, anche perché – è triste dirlo – nessun tg o giornale online, di quelli che conosco, ne ha parlato diffusamente, e tra quei pochi che ne hanno parlato, qualcuno ne ha parlato addirittura con tono irrisorio. Tutti, invece, si sono concentrati sulla manifestazione di Milano, ignorando (deliberatamente) che a Roma si teneva forse una delle più nobili e profonde manifestazioni: quella per la tutela della vita, dal concepimento alla vecchiaia.

In realtà, però di questa vergognosa omertà o semi-omertà, non mi meraviglio affatto. L’ideologia ottusa e arrogante che ha impedito a Gianna Jessen (la donna scampata a un aborto salino, quando aveva sette mesi), di parlare all’Università, è la stessa che permea la politica che oggi ci governa e i media a loro asserviti. Ignorare, relegare nell’oblio, e peggio soffocarne la libertà divulgativa, è parte di una cultura nemica della vita. Ma è anche espressione di un progetto politico che spesso ho delineato nei miei precedenti post: creare massa di individui soli, rinchiusi nei loro mondi personali, senza limiti etici e senza valori; la morte diventa così un profitto e gli individui i consumatori.

E’ anche vero però che l’aborto, così come l’eutanasia, rispondono a un’esigenza neanche tanto fantascientifica: da una parte abbattere la natalità, e dall’altra abbattere le persone deboli. Entrambi, solo apparentemente rispondono a un presunto diritto umano (ma che razza di diritto può essere il diritto di uccidere?). In realtà sono sistemi di soppressione scientificamente e sociologicamente progettati. Per l’aborto la ragione è correlata da una parte alla limitazione delle risorse disponibili nei paesi ricchi (e ciò è vero anche per l’eutanasia: i vecchi e i deboli sono oneri), e dall’altra alla erosione dell’identità, della cultura e della memoria storica di una nazione. Più aborti e meno persone che nascono di quella nazione, di quella lingua, di quella cultura. Sicché più facilmente quel popolo si estinguerà o si mescolerà con le etnie importate tramite l’immigrazione senza regole. Da qui alla creazione di una massa informe di individui senza passato e con un futuro fosco, il passo è breve: società frastagliate e prive di identità, ghetti etnici, criminalità mafiosa, guerre di razza e tensioni sociali che poi portano a strutture di governo autoritarie ed elitarie.

La marcia per la vita è stata una testimonianza di speranza ed è stata un invito al risveglio dal torpore del pensiero unico, dell’omologazione buonista e politicamente corretta e della falsa e ipocrita idea che uccidere un bambino in grembo sia un diritto. E forse è proprio per questa ragione che l’informazione ipocrita e asservita al potere, non le ha dato la visibilità che meritava, prediligendo invece la faziosa marcia di Milano, che certo non rappresenta né riflette i sentimenti politici ed etici degli italiani.

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