L’indignazione per i sacchetti bio e il rincaro bollette

bollette-energia-rincariGiustamente, il popolo si è indignato per i sacchetti biodegradabili a pagamento, e si è scoperto così che il pagamento non è stato imposto dall’Europa e addirittura non vi era l’obbligo di imporre gli stessi sacchetti biodegradabili per l’ortofrutta, visto che la norma europea stabiliva solo il divieto dell’uso dei sacchetti di plastica per la spesa, da noi già in vigore dal 2012. Giustamente dico, ma è chiaro che se dovessimo guardare alle batoste di inizio anno, ce ne sono di ben peggiori (e questo senza fare i benaltristi). Eppure gli italiani sembrano non farci gran caso.

Parlo ovviamente dei rincari su luce e gas, che come ogni anno, si adagiano per benino sul groppone dei cittadini, che inspiegabilmente non si indignano, forse perché a differenza dei centesimi sganciati per i sacchetti, non riescono a percepire l’aggravio sul borsellino, visto che questo genere di rincari vengono spalmati sulle bollette, che peraltro, sempre più spesso, vengono pagate tramite addebito sul conto corrente. Eppure, se andassimo a vedere l’aumento e lo toccassimo con “mano”, sobbalzeremmo sulla sedia.

In sintesi, come riporta l’Autorità garante, “per l’elettricità la spesa (al lordo delle tasse) per la famiglia-tipo nell’anno compreso tra il primo aprile 2017 e il 31 marzo 2018 di circa 535 euro, con un aumento del +7,5% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (primo aprile 2016 – 31 marzo 2017) corrispondente ad un aumento di circa 37 euro l’anno“, mentre per il gas “sarà di circa 1.044 euro, con un rialzo del +2,1% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente, corrispondente ad un aumento di circa 22 euro l’anno“.

Un bel rincaro, dunque, che sommato all’incremento di spesa per i sacchetti, vede le famiglie italiane gravate dal 2018 di un’ulteriore spesa per il vivere quotidiano pari a circa 60-70 euro all’anno. Una somma davvero rilevante, se pensiamo alle famiglie monoreddito e ai pensionati con il minimo, che già ieri, senza questi balzelli ulteriori, riuscivano a malapena a tirare avanti. Ma questa è l’Italia, che ormai può decidere poco o nulla di sé, e che vede lo Stato concorrere con i propri cittadini nel procacciarsi denaro per finanziare i servizi pubblici. Un sovvertimento completo delle dinamiche statali ed economiche, che dovrebbero essere chiare ai più, se costoro non avessero gli occhi tappati da enormi fette di cetriolo europeista.