L’Europa che fa finta di cadere dal pero per Gerusalemme capitale di Israele

Ma alla fine che diamine ha combinato Trump con il riconoscimento di Gerusalemme quale capitale dello stato di Israele? A leggere i giornali e sentire le TV, pare che abbia commesso peccato mortale o peggio, blasfemia. Più pragmanticamente, sembra che abbia rotto un equilibrio che, in realtà – detto papale papale – si reggeva da anni sull’ipocrisia e sull’immobilismo. Soprattutto sull’ideologia che da sempre cerca di negare ed eliminare dalle terre della palestina le radici culturali ebraiche (vedasi risoluzioni UNESCO). 

Dunque è questa la sua unica colpa: aver prosciugato in un colpo solo le sabbie mobili in cui era impantanato il processo di pace, scrostando un bel po’ di ipocrisia politicamente corretta, di cui l’unica beneficiaria era ed è la causa palestinese, che in Europa – e lo hanno dimostrato le reazioni alla celebre e storica dichiarazione del presidente USA – ormai va per la maggiore.

Trump non ha altre “colpe” che questa, ma per i media italici e non solo, sembra che il presidente USA abbia commesso reato di lesa maestà e che questo reato sia stato deciso così, senza un perché e un per come, e senza tenere conto delle conseguenze, che invece sono state ben ponderate. Un’informazione assolutamente partigiana, perché Gerusalemme è da tempo considerata dagli ebrei la loro capitale storica, culturale e politica. E questo senza la necessità che qualcuno, e men che meno gli Stati Uniti, la riconoscessero tale.

Ma è anche vero che – a dispetto di quanto la narrazione ufficiale ci propina – la decisione di Trump non è stata un fulmine a ciel sereno, e cioè presa così, una mattina, mentre si faceva la barba. E’ stata una decisione ponderata, valutata e rivalutata con i suoi consiglieri, con il suo entourage e con il congresso americano, che già a giugno aveva votato all’unanimità affinché si procedesse con il riconoscimento. I quale in realtà da circa vent’anni era stato promesso dall’amministrazione americana.

Dunque di che parliamo esattamente? Soprattutto di che blaterano in Europa, che sembrano tutti caduti dal pero, quando in realtà è da anni che sapevano perfettamente che gli USA prima o poi avrebbero fatto questo storico e necessario passo (e forse è anche per questo che tifavano tutti per la Clinton). E che dire poi del mondo arabo, che certo ha colto per l’ennesima volta la palla al balzo per protestare, lagnarsi e scagliarsi contro Israele?

Questo sito Web memorizza alcuni dati dell’utente. Questi dati vengono utilizzati per fini statistici, per fornire un’esperienza personalizzata e per determinare la tua posizione sul nostro sito web in conformità con il Regolamento europeo sulla protezione dei dati. Se decidi di rinunciare a qualsiasi tracciamento futuro, nel tuo browser verrà impostato un cookie per ricordare questa scelta per un anno. Accetto, Non accetto

763