Lettera di un Vescovo che avremmo voluto Papa

Mentre il Papa in Vaticano e mezza Chiesa sono occupati ad attuare i loro progetti sincretisti e di protestantizzazione della Chiesa Cattolica, evitando accuratamente – all’indomani del massacro di Manchester – di non attribuire il bagno di sangue al radicalismo religioso islamico, e conseguentemente negando che questo attentato abbia matrice religiosa (nonostante chi abbia rivendicato l’uccisione delle vittime, abbia testualmente parlato di attacco ai “crociati”), c’è chi non si sottrae al dovere del buon pastore cattolico, con una toccante e profonda lettera, che rende il suo autore – Mons. Negri – quel Papa ideale che avremmo voluto sul soglio petrino, dopo le inaspettate e sospette dimissioni di Benedetto XVI.

Pubblicata sulla Nuova Bussola Quotidiana, la lettera merita di essere letta tutta d’un fiato, rilevando tristemente che se da una parte essa è stata aspramente criticata dal mondo musulmano (e di ciò, in realtà, c’è poco da meravigliarsi), dall’altra è stata attaccata, neanche a dirlo, da una certa parte del mondo cattolico, che ha considerato la lettera di Mons. Negri inopportuna, e – aggiungo io – forse troppo cattolica.

Ma la verità è che la lettera di Mons. Negri è espressione di quell’autentico e luminoso cattolicesimo che è andato perduto nel mare magnum del buonismo un tanto al chilo, del politicamente corretto che ormai pervade la Chiesa, che se non è timorosa di dire la verità, cerca di negarla per convenienza politica o semplicemente perché al suo interno esistono ormai isole di sottile ateismo che remano contro Cristo e la sua Verità e mirano, conseguentemente, a distruggere la sua Chiesa dall’interno.

Monsignor Negri oggi incarna quella parte della Chiesa Cattolica che non vuole in alcun modo piegarsi al buonismo che non è evangelico, al globalismo che non è universalismo (che può realizzarsi solo in Cristo), al laicismo che non rispetta le radici e l’identità cattolica, e al sincretismo che è contro la verità evangelica. Proprio per questa ragione egli è avversato soprattutto dal mondo cattolico che dovrebbe essere solidale con lui, e che invece è il primo che lo ha criticato aspramente per quanto egli ha avuto coraggio di scrivere, poiché ha messo a nudo il Re, lo ha condotto davanti alle sue enormi responsabilità.

Bisogna pregare per questo Monsignore, una luce di vera speranza nella buia notte che sta attraversando la Chiesa Cattolica. Quel papa – dicevo – che avremmo voluto avere, dopo il breve e intenso papato di Benedetto, e che invece – ahinoi! – non abbiamo.

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