Le pressioni nella Chiesa verso la negazione dei valori non negoziali

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La deriva etica e relativista che ormai attanaglia la Chiesa (soprattutto durante l’attuale papato), sembra inarrestabile. I tempi della De pastorali personarum homosexualium cura dell’allora cardinale Joseph Ratzinger, sembrano appartenere alla preistoria della riflessione ecclesiastica. Oggi la Chiesa, soffocata dal relativismo etico che permea ogni ambito della nostra vita, sembra aver rinunciato a proclamare la verità divina in qualsiasi ambito etico e morale, per adattarsi ai tempi “moderni”, e nel farlo, se da una parte disperde il messaggio evangelico, costringendolo all’interno di uno steccato umanitarista e politicamente corretto, dall’altra pone sempre più spesso in discussione i valori non negoziabili sui quali si poggia la dottrina cristiana.

Ecco dunque che sempre più forti sono le spinte e le pressioni all’interno della Chiesa affinché si le verità di fede non solo sul piano pastorale, ma anche e soprattutto nella sua dimensione dottrinaria. E la pressione viene persino rafforzata dalla sempre più massiccia presenza nella Chiesa di un clero “progressista”, particolarmente sensibile al relativismo dei valori etici, pronto – per questo – a mettere in discussione secoli di dottrina e la stessa rivelazione evangelica fino a un’integrale protestantizzazione della Chiesa.

Il punto di non ritorno in questa che chiamo per semplicità “evoluzione” (la quale – a mio avviso – comporterà se non la dissoluzione della Chiesa Cattolica, quanto meno una traumatica scissione), è la facilità con la quale vengono distribuite le patenti fobiche,  a chi osi criticare e mettere in discussione i matrimoni gay, l’aborto, l’eutanasia o le teorie gender. Conseguentemente, questo stare costantemente sotto processo, ha giocoforza indebolito – e non poco – quella parte della Chiesa che ormai da qualche anno lotta affinché il Papa e i Vescovi non si discostino dalla verità evangelica.  Parimenti ha rafforzato quell’altra parte di Chiesa che invece preme per una rivoluzione dottrinaria che rimetta in discussione il diritto naturale e la dottrina cattolica secolare. E non a caso, questa è quella parte di Chiesa Cattolica, più vicina alle chiese protestanti, il cui fondatore e iniziatore – Martin Lutero – è stato persino elogiato dal Pontefice (che volò persino in Svezia per i cinquecento anni dalla nascita), fino a celebrarlo con un francobollo vaticano.

Davanti a questa lotta intestina, che ogni giorno che passa, emerge sempre più alla luce del giorno (noti sono i dubia in materia di comunione agli sposati divorziati, che alcuni cardinali hanno chiesto al papa di chiarire e che il papa non ha chiarito), i fedeli rimangono sempre più disorientati e divisi fra di loro. Non a caso, le fazioni dei tradizionalisti e dei progressisti sempre più frequentemente si scontrano, creando tensioni all’interno della Chiesa e persino sentimenti di odio e di rivalsa contrari ai valori cristiani.  Un caos, degno del divisore per eccellenza: il Diavolo.

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