Le nuove frontiere del “progresso”: il matrimonio a tre (maschi)

Pochi dubbi. Siamo a un tana libera tutti. Tutti liberi, dunque, di crearsi la propria famiglia su misura, che soddisfi la propria ideologia e il proprio bieco individualismo. Moralità, etica, senso del limite, senso del naturale, mamma e papà, sono banditi, considerati fuorilegge: arnesi del passato, elementi vetusti di una società che non esiste più. Meglio ancora, prodotti scaduti dei quali è meglio liberarsi il prima possibile e di cui se ne sconsiglia il consumo. Pena una possibile intossicazione.

Domina solo l’amore. Anzi, per meglio dire l’ammmore con tre emme. Perché è il sentimento che alla fine conta: se c’è l’amore, tutto è lecito e tutto è permesso. Le barriere sono solo ostacoli da abbattere. Muri omofobi da far crollare. L’amore vince su tutto, anche sulla natura, che viene sfidata e infilzata a tradimento con la complicità dell’ideologia. Perciò, tutto deve essere permesso e lecito. Poliamori compresi, l’ultima frontiera dell’amore. Ecco dunque che, come riporta Repubblica (ripresa da un interessante e condivisibile post di Giuliano Guzzo), viene per la prima volta riconosciuta la legalità di un matrimonio a tre. Non in Italia (ma ci arriveremo, tranquilli), bensì in Colombia.

Del resto, come dice il giornale di De Benedetti, “chi l’ha detto che si deve amare una sola persona alla volta?” Già, perché non tre o quattro. Cinque o diciotto. L’importante è che l’ammmore (le tre emme) sia presente e possa dare felicità. Che poi questi “matrimoni” demoliscano le strutture fondamentali della società umana, diano una visione alterata dei rapporti umani, relativizzino e banalizzino il rapporto uomo-donna e il matrimonio, rendendoli persino fra i tanti possibili, poco importa. Importa è che ognuno possa fare ciò che vuole nel proprio microcosmo, senza limiti naturali e senza complessi etici. Anche perché – per riprendere una delle migliori argomentazioni fatte sul tema – che male mai potrebbero farci? Mah! Magari leggi che prevedono il reato di omofobia? O sistemi educativi che mirano a introdurre l’idea che ognuno può essere maschio e femmina a prescindere dal proprio sesso biologico? Vedete voi.

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