Macron presidente. Se la Francia non ride, l’Italia piange…

Sui social network sto leggendo di tutto: i francesi si arrangino; rimpiangeranno di non aver votato la Le Pen. I francesi hanno sbagliato, ma noi dobbiamo pensare a noi stessi. E via i commenti più disparati, che deridono i cugini d’oltralpe come se a noi queste elezioni non ci toccassero. Ma la realtà è ben diversa: il risultato di queste elezioni è disastroso anche per noi. Soprattutto per noi.

Ne ho già accennato nel precedente articolo. La vittoria di Macron rappresenta un rafforzamento dell’asse franco-tedesco. Soprattutto un rafforzamento delle élite che governano la Germania, le quali ora potranno imporre al resto d’Europa, e in particolar modo all’Italia, la loro agenda di austerità per demolire quanto ancora resta della produttività italiana, e aprire così le porte a una massiccia colonizzazione della nostra economia, preludio all’affermazione definitiva del globalismo neoliberista. La Francia di Macron sarà socia in questo affare, e l’elezione del grigio tecnocrate rappresenta la certificazione di questo progetto.

Il tutto, naturalmente, benedetto dall’Europa di Junker, che esulta per la vittoria dell’ex banchiere; vittoria che allontana, almeno per un po’, lo spauracchio dei populismi. E’ chiaro infatti che la UE esce apparentemente rafforzata da questa assurda e paradossale vittoria. La parola d’ordine, ora, non potrà che essere accelerazione dell’integrazione politica, che non significa altro che ulteriore devoluzione di competenze alla tecnocrazia europea pilotata dalle élite finanziarie. E ciò prima che i populismi tornino a crescere, appena la gente instupidita dalla propaganda, inizierà a toccare con mano le conseguenze delle sue scellerate scelte politiche.

A farne le spese, come dicevo, saranno soprattutto i paesi mediterranei. E se la Grecia ormai è già cumulo di macerie, presto toccherà all’Italia, grazie anche alla cecità di una classe politica assolutamente asservita e prona agli interessi delle oligarchie sovranazionali. La vittoria di Macron non potrà che favorire questo processo di definitiva distruzione della nostra economia e della nostra società in favore di un rinnovato asse franco-tedesco pilotato dai gruppi elitari mondialisti, i quali – bisogna ammetterlo – magistralmente (complice una massiccia disinformazione mainstream) sono riusciti a piazzare nei ruoli chiave del vecchio continente profili di loro assoluta fiducia. Ecco perché non si può affatto dire che questa “vittoria” in fin dei conti non ci tocca. Ci tocca, eccome!

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