La vergogna ONU. L’Italia e l’Europa votano contro Gerusalemme capitale di Israele

ONU-Israele-USA-gerusalemmeL’assemblea generale dell’ONU vota contro il riconoscimento da parte degli USA di Gerusalemme capitale di Israele. Un voto vergognoso e sintomatico di una civiltà, quella occidentale, ormai in piena decomposizione politica e ideale. L’Europa ha mostrato così il suo vero volto: un continente succube delle politiche arabo-islamiche dei regimi mediorientali, che alimentano la falsità storica di uno stato palestinese che non è mai esistito storicamente e culturalmente, e che è nato in quel di Palestina (territorio prima ottomano e poi sotto l’autorità inglese) semplicemente per contrastare la riaffermazione storica, politica e culturale dell’esistenza di Israele.

Lo sgomento maggiore per questo voto, è dato soprattutto dal fatto che è espresso contro uno Stato che ha il pieno diritto di decidere dove stabilire la propria capitale all’interno del proprio territorio (e Gerusalemme, che piaccia o no, è in territorio israeliano), ed è espresso contro uno Stato (gli USA) che hanno il pieno diritto di riconoscere la capitale altrui, senza che qualcuno possa avere nulla da ridire. 

Ma poi – chiediamocelo – chi è che ha promosso la mozione, votata peraltro dall’Italia? E qui, sul capitolo “voto italiano” apro una riflessione: provo profondo disagio per quel voto, e per una semplice ragione. Quel voto è sintomo di una prospettiva politica miope (in realtà diffusa in Europa), legata a un pregiudizio di natura politica nei confronti di Israele, che va oltre la superficiale “cordialità” diplomatica. Tradisce in realtà un approccio ideologico alla questione palestinese, ipocritamente celato nell’esigenza di favorire la pace e il dialogo tra le parti. Ma la verità è che non può esservi alcun dialogo con chi non lo vuole, ed è ormai assodato che i cosiddetti “palestinesi” quel dialogo non lo vogliono. Il loro obiettivo, e quello dei loro padrini (Iran in primis), è la cancellazione di Israele dalle carte del Medioriente.

Gli USA dunque hanno fatto bene nel “minacciare” il taglio dei fondi all’ONU e a quei paesi che hanno votato a favore di una risoluzione ignobile promossa da due Stati che – davvero – non possono dare lezioni di democrazia a nessuno: Turchia e Yemen; una risoluzione votata peraltro in stragrande maggioranza da regimi di varia natura e genere, dittature e oligarchie che reprimono, deprimono e violentano ogni giorno il diritto, la libertà e la dignità dell’essere umano, soprattutto per ragioni religiose e politiche. Come possono costoro impartire lezioni a Israele? Da ridere se non ci fosse da piangere.