La morte cerebrale dello ius soli e il nostro cauto ottimismo

parlamento-italiano-sinistra-riformeMa davvero – come dicono tutti i media (molti dei quali profondamente delusi) – la legge chiamata ius soli è morta? Davvero, con il fallito blitz di ieri mattina al Senato (per mancanza del numero legale in relazione all’esame delle pregiudiziali di costituzionalità), si può dire archiviata definitivamente la legge più odiata dagli italiani (o almeno dalla sua grande maggioranza)?

Ebbene, senza fare l’uccello del malaugurio, purtroppo non è ancora detta l’ultimissima parola, perché questa parola in realtà spetta al Presidente della Repubblica, l’unico che abbia il potere di sciogliere le Camere e dunque staccare la spina all’incubo ius soli. Infatti, quello di ieri in realtà è stato solo un rinvio tecnico al 9 gennaio. Sicché l’idea che la legge sia finita su un binario morto, è alimentata dal fatto che per allora, il Capo dello Stato avrà già sciolto le Camere. Il problema – per noi che siamo contrari a questa legge – dunque è uno solo: lo scioglimento delle Camere prima del 9 gennaio.

Se dovessimo prestar fede a quanto si dice negli ambienti della politica nazionale, è ormai dato per scontato che il Presidente Mattarella scioglierà le Camere al più tardi il 30 dicembre (dopo la conferenza stampa di fine d’anno del Governo), ma è chiaro che si tratta di “voci”, seppure autorevoli, visto che Mattarella finora non ha detto nulla in merito. Dunque lo scioglimento entro questa data non è affatto scontato, pure visto che la Costituzione stabilisce che le elezioni devono avere luogo entro settanta giorni dalla fine delle precedenti.

Tuttavia è anche vero, che ieri, con lo stop al Senato, si è registrata una profonda delusione negli ambienti delle sinistre nostrane (le più agguerrite sponsorizzatrici di questa legge), facendo trapelare la sconfitta e dunque l’idea che ormai la legge sia morta. A rafforzare la realtà ineludibile soccorrono poi le opinioni di senatori navigati come Gasparri e Calderoli (è soprattutto merito di quest’ultimo se ieri abbiamo avuto lo stop alla discussione), i quali hanno manifestato la loro esultanza per il rinvio al 9 gennaio e dunque per la morte della legge.

Dunque ottimismo? Certo, ma piuttosto cauto. La legge è quasi certamente morta. E se non lo è, è in un coma quasi irreversibile (zona miracoli, dunque). Bisogna  ora semplicemente attendere gli eventi. La legislatura ha obiettivamente esaurito la propria ragione d’essere, e per quanto sia un’ammissione quasi inconfessabile, mi pare che anche dalle parti del Partito Democratico (il primo sponsor della contestata legge) non vedano l’ora che il Capo dello Stato faccia calare definitivamente il sipario. Con buona pace per lo ius soli e i suoi fans. 

Buone feste!

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