La Lega, Bagnai e i puristi no-euro

alberto-bagnai-lega-no-euro-sovranismoA parole tutti vogliono uscire dall’Unione Europea. Ognuno ha la sua ricetta, e siccome in questo ambiente ho notato che c’è una grande voglia di protagonismo, ecco che quel “ognuno” si crea il proprio partitino sul quale catalizzare qualche briciolo di consenso, codificando il proprio verbo sovranista e arrogandosi poi il diritto di distribuire le patenti di sovranismo a seconda dell’adesione o meno a quel verbo, distribuito e insegnato agli adepti come un dogma.

Ebbene, ieri nel mare magnum del sottobosco sovranista qualche patente è stata revocata. Ciò è accaduto quando la Lega ha dato l’annuncio della candidatura del principe dei no-euro: l’economista Alberto Bagnai. Per il sovranismo zero-virgola è stato letteralmente uno shock, e lo è stato per due ragioni. In primo luogo, perché Bagnai è andato a candidarsi con la Lega, partito di “destra liberista”; un’onta che gli è costata, appunto, la patente del sovranista duro e puro; e poi perché la Lega è alleata di Forza Italia, il cui capo politico (Berlusconi) ieri avrebbe rassicurato i vertici della UE sull’affidabilità del governo italiano prossimo venturo (e io mi chiedo: che altro avrebbe dovuto fare, dopo la brutta esperienza del 2011?). 

La verità è che nell’una e nell’altra ragione sono realmente valide ed entrambe dimostrano semmai lo scarso acume politico e una spocchia ridicola, che non solo non giova alla lotta anti-euro, ma addirittura la ostacola e la svaluta, dimostrando che il fronte non è compatto e che i suoi sostenitori, tra l’opportunità concreta di portare in Parlamento e al Governo le istanze no-euro e quella di rimanere a lagnarsi della moneta unica, dando paritempo patenti di purismo euroscettico, scelgono stoltamente la seconda e inconcludente opzione. Mantengono certo la purezza, ma è una purezza sterile, che non porta da nessuna parte e che anzi, proprio per questa ragione, più che favorire un concreta influenza euroscettica sulla politica – quella vera, quella che si fa nei palazzi – rappresenta semmai lo sfiatatoio del malumore che piace ai signori dell’euro, perché giustamente innocua.

Personalmente, do il mio in bocca al lupo al professor Bagnai, che da sinistra ha avuto il coraggio di candidarsi con un partito, la Lega, che tradizionalmente non è di sinistra e che tutt’ora presenta all’art. 1 del proprio Statuto, l’obiettivo dell’indipendenza della Padania (un obiettivo che Salvini non ha mai nascosto di voler modificare), ma che, nonostante questo, negli ultimi tempi si è assunto il fardello politico di portare avanti idee e progetti fondamentali per la nostra sopravvivenza come nazione e patria (che non è poco), dimostrandosi ancora una volta che il sovranismo non è etichettabile ideologicamente di sinistra, e la sinistra – quella no-euro – non può in alcun modo impossessarsi del gonfalone né vantare su di esso alcun diritto d’autore e peggio l’esclusiva. Il sovranismo è dei patrioti, e i patrioti ci sono tanto a sinistra quanto a destra. Tutto il resto è noia.

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