La Le Pen non vincerà (purtroppo)

Domani è il giorno fatidico. Sapremo se i francesi hanno ancora un cervello con cui pensare, oppure la loro materia grigia è andata definitivamente in pappa, grazie al sorriso furbesco e ammaliatore di Macron, l’uomo che le élite hanno tirato fuori dal magico cilindro per impedire l’avanzata populista anti-UE che il lepinismo oggi rappresenta in Europa.

Scusate se personalmente ho poca fiducia nei cugini dOltralpe. Purtroppo i presagi sono funesti, nonostante costoro rappresentino forse l’ultima spiaggia per impedire la definitiva caduta della civiltà occidentale e l’avanzata del “cancro” mondialista, che mira alla distruzione delle nazioni europee, dei valori cristiani e della loro identità, attraverso una trasformazione sociale che ha come capisaldi politici il neoliberismo mercantilista, il genderismo, l’immigrazionismo e la repressione della libertà attraverso l’imposizione del politicamente corretto.

Le sensazioni sono chiare e inequivocabili: la Le Pen non ce la farà domani. Non potrà ripetersi il “miracolo” USA, che vide Trump – contro tutte le previsioni (molte addomesticate ) – vittorioso contro Hillary Clinton, benché non si possa dire oggi che Trump stia marciando spedito nella direzione tratteggiata in campagna elettorale. Ma questo è un altro discorso. Quello che qui conta è che le élite mondialiste, di qualunque natura esse siano (finanziarie, bancarie, socialiste, capitalistiche ecc.), hanno voluto scongiurare un’altra sconfitta, e hanno messo in campo le armi pesanti: media, informazione addomesticata, internet, fake news e gli onnipresenti saltimbanchi prezzolati per impedire l’ascesa nei consensi della Le Pen.

E purtroppo i francesi non sono gli americani. La propaganda sembra stia funzionando: Macron vola nei consensi. E in questo lo aiuterà anche il sistema per l’elezione del presidente della repubblica francese, che è ben diverso da quello americano. Quello francese è stato congegnato affinché il potere rimanga saldo nelle mani delle élite, concentrate nelle due grandi aree politiche: quella socialista e quella gollista. Ciò spiega perché Macron avrà una vittoria piuttosto facile domani (ma mi piacerebbe essere smentito): perché le due aree “perdenti” si coalizzeranno contro la Le Pen, e almeno una delle due, domani, voterà Macron, turandosi il naso.

E questa è una grande occasione persa. I francesi pur avendo la possibilità di far saltare la tavola grassamente imbandita dai banchieri e dagli speculatori, è quasi certo che non la sfrutteranno. Perché in realtà non ne hanno né coscienza né coraggio. La propaganda martellante, il pregiudizio contro FN, l’analfabetismo funzionale, l’informazione distorta e faziosa, gli interessi politici spiccioli e l’arroganza di una significativa parte degli elettori che domani voteranno Macron, saranno invece determinanti per l’ascesa all’Eliseo dell’uomo dei poteri forti, che nel male, avrà ripercussioni anche nella vita politica, sociale ed economica del nostro paese e dei paesi di tutta Europa.

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