La Germania contro USA, UK e Russia. Dove lo abbiamo già visto?

germania-usa-uk-russia-merkel-trumpCome ho scritto qualche giorno fa, l’Italia ha il vizietto di stare sempre dalla parte sbagliata. E’ capitato nella prima guerra mondiale, è capitato – peggio – nella seconda, e ora, benché non siamo davanti a una guerra militare e vi siano enormi differenze storiche, sociali, ideologiche e culturali, sta capitando anche oggi. Ancora una volta dalla parte sbagliata della barricata: la Germania.

Sindrome di Stoccolma

Evidentemente, soffriamo di una grave sindrome di Stoccolma: siamo “innamorati” e “fedeli” al nostro carnefice. La Germania fa surplus commerciale a spese nostre, usando l’euro, e noi che facciamo? Mica ci ribelliamo. Macché, sosteniamo la leadership tedesca sul vecchio continente, senza fiatare. Sindrome di Stoccolma, dunque. E delle peggiori.

Come nel ’42?

Ovviamente no. Come ho detto, ci sono chiare ed evidenti differenze tra l’oggi e il passato, tra la Germania hitleriana (criminale) e quella di oggi, “pacifista”, “globalista” e ordoliberista. Tuttavia, gli obiettivi sono sempre quelli: la voglia di egemonia sul vecchio continente; la voglia di governare i popoli europei e piegarli alle esigenze e agli interessi tedeschi. Questa volta le armi non sono i cannoni, né la folle e criminale propaganda ariana, ma l’economia, i grafici, la finanza e l’Unione Europea. Perché del resto, è questa la realtà: l’Unione delle élite europee usa la Germania per governare l’Europa, e la Germania sfrutta le strutture europee per imporre la propria egemonia, in un gioco di squadra, finalizzata a creare un’entità sovranazionale che governa masse di diseredati in favore e nell’interesse di gruppi elitari neomercantilisti.

La brexit è una precisa scelta politica

Qualcuno dovrebbe porsi seriamente il problema del perché la Gran Bretagna si sia defilata dall’Europa. Al di là della propaganda, gli inglesi hanno subodorato da lontano il “pericolo” egemonico tedesco. Dunque, è evidente che a un certo punto si sono fermati a riflettere e hanno detto: eh, no! Non abbocchiamo. Ciaone! E se ne sono andati. E aggiungo: anche se vincessero i sinistri di Jeremy Corbyn, non credo cambierebbe nulla in proposito. La scelta di uscire dall’Unione Germanica Europea è ormai irreversibile e risponde pienamente agli interessi inglesi. Rientrare nella UE sarebbe peraltro da folli.

Gli USA e la Russia 

Puntualmente, come a rievocare i (nefasti) anni ’40, la Germania si ritrova a confrontarsi “ruvidamente” con i tre vincitori della seconda guerra mondiale: gli USA (di Trump) e la Gran Bretagna da una parte e la Russia dall’altra. La Merkel furbescamente (anche perché siamo in campagna elettorale), a tal proposito, ha tirato fuori uno strano e inedito “patriottismo” europeo, che in realtà non ha alcun fondamento culturale e politico, per attaccare gli USA e la Russia. Una chiamata alle “armi” che ha infiammato i cuori degli analfabeti funzionali di mezza Europa, convinti che la Cancelliera tedesca abbia davvero a cuore gli interessi del vecchio continente e non già solo della Germania, che invero ha da perdere parecchio qualora Trump decida di chiudere i rubinetti americani all’export tedesco e chieda più soldi per la NATO.

L’Italia torni sovrana

Con questo non voglio affatto dire che “tifo” Russia o USA, e che dunque parteggio per l’egemonia aglo-americana o per quella russa sul vecchio continente. Affatto. Parteggio per un’Italia sovrana, indipendente e realmente capace di essere protagonista in Europa. I tedeschi hanno distrutto la nostra economia, anche con la complicità di una classe politica che in questi ultimi trent’anni, ci ha “svenduto” all’Unione Europea, cedendo fette sempre più sostanziose di sovranità, in barba peraltro alla Costituzione del ’48. La nostra “salvezza” non sta nell’accodarci, ancora una volta, alla Germania, bensì nel suo opposto: nello smarcarci e dire basta a un’Unione Europea che non fa gli interessi dell’Italia, ma solo di Berlino, e mediatamente delle élite che dominano le strutture europee. Dobbiamo uscire dalla UE e dall’euro. Diversamente prepariamoci a una guerra, se non militare, quanto meno commerciale, di cui il nostro paese sarà la prima vittima. 

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© Foto di By The White House (YouTube: Joint Press Conference) [Public domain], via Wikimedia Commons
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