La donna che ha dato scacco matto all’Arabia Saudita

Non mi occupo quasi mai di persone, ma anche in questo caso faccio un’eccezione, e vi parlo di una giovane donna ucraina che ha deciso di rinunciare ai propri titoli mondiali nel gioco degli scacchi, per non doversi piegare alle assurde regole islamiche dell’Arabia Saudita, paese dove si giocano quest’anno i mondiali di scacchi.

La giovane in questione si chiama Anna Muzychuk, peraltro molto bella e sicuramente molto coraggiosa e con le idee chiare. E no, non è una femminista, e non è una femen, e cioè di quelle che essere contro il sistema maschilista è protestare a seno nudo contro il presunto sessismo di Trump o oltraggiare i simboli religiosi cristiani, ma che nulla quaestio quando si tratta delle regole medievali dei regimi di matrice islamica.

La ragazza è stata chiara, quando ha affermato che non intende “giocare secondo le regole altrui“, e non intende “indossare un velo” e “non essere scortata in giro” per non sentirsi “una sottospecie umana“. Insomma, il messaggio è chiaro e non lascia spazio a interpretazioni. Una bella lezione per il femminismo occidentale, e per quelle donne che parlano di diritti delle donne e poi sono pronte a subire le assurde regole dei regimi islamici radicali appena si recano nei paesi in cui sono al potere.

Anna Muzychuk ha perso i suoi titoli e i relativi premi in denaro (piuttosto sostanziosi). Ma certamente non ha perso la sua dignità di donna. E anzi, il suo gesto ha restituito questa dignità a chi, a causa della segregazione femminile nei regimi islamici radicali, l’ha perduta da tempo.

Merita infine una menzione l’altra notizia che riguarda i mondiali di scacchi in Arabia Saudita, e che coinvolge Israele, i cui campioni sono stati arbitrariamente esclusi, ufficialmente per ragioni legate alla mancanza di rapporti diplomatici che impedirebbero di concedere il visto ai giocatori israeliani. Peccato che si tratti solo di una scusa, visto che i giocatori del Qatar e dell’Iran sono stati ammessi nonostante l’Arabia Saudita con questi paesi abbia interrotto da tempo le relazioni diplomatiche. E l’Occidente? Come sempre accade in questi casi, l’Occidente zitto e muto.

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