La cialtroneria politica che produce leggi elettorali incostituzionali e inefficienti

Non so fino a che punto sia un caso che questo Parlamento non riesca a produrre una legge elettorale decente. L’ossessione di arginare l’avanzata del Movimento 5 Stelle, sembra infatti essere l’unico parametro per scrivere una legge elettorale, il cui dibattito ogni giorno di più assume i connotati di una farsa. Quasi che per fermare una forza politica che offre il nulla, servissero davvero i tranelli di una legge per eleggere i rappresentanti al Parlamento e non una politica capace di risolvere i problemi dei cittadini.

La verità è che da anni ormai assistiamo allo spettacolino deprimente sulla legge elettorale, dopo che la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale sia il porcellum e sia l’italicum, dimostrando che ormai la nostra classe politica è totalmente incapace (per colpa o dolo) di formare leggi che siano coerenti con la nostra carta costituzionale, e solo perché, in molti casi, vuole evitare – in armonia con i desiderata delle élite sovranazionali – di attribuire al popolo italiano un potere sovrano che la stessa carta gli riconosce.

Ecco dunque l’infinito ed estenuante dibattito su una legge che invece, con un po’ di buon senso e di amor patrio (di cui la nostra classe politica è oggettivamente carente), potrebbe essere approvata in poche battute, facendo riferimento al sistema istituzionale di cui siamo dotati: il parlamentarismo. E’ chiaro infatti che in un tale sistema – ed è stato ormai assodato e certificato da un referendum – il sistema proporzionale, per quanto garantisca una maggiore rappresentatività, non è adatto a garantire la governabilità necessaria in un sistema parlamentare basato sul rapporto fiduciario maggioranza-governo. Ecco dunque la necessità di approntare un sistema elettorale semplicemente diverso, e cioè maggioritario. Quanto meno per il 75% dei seggi; un sistema esteso sia alla Camera e sia al Senato.

Semplice no? Il mattarellum, del resto, rispondeva a questa esigenza. Ciononostante, per una classe politica mediocre (incapace di soddisfare gli interessi dei cittadini senza impegnarsi un po’) qual è la nostra (soprattutto negli ultimi tempi), questa legge, chissà perché, non andava più bene. Tant’è che poi, pur di liberarsene, ha scritto il porcellum, che sappiamo che fine abbia fatto. E siccome per la classe politica perseverare non è diabolico, ma è normale (quasi dovuto), ecco che di seguito alla legnata della Corte Costituzionale, partorisce un’altra bella porcata elettorale: l’italicum, anche questa – ma guardate un po’! – censurata dalla Corte. Oggi dunque siamo punto e a capo: maggioritario sì, liste bloccate no, proporzionale sì, ma con sbarramento. E così via. E tutto perché si cerca la quadra del cerchio che impedisca al M5S di spuntarla alle prossime elezioni. Che di per sé sarebbe anche un intento nobile, se non fosse che non è con i cavilli legislativi (e men che meno con le sentenze) che si fermano gli avversari politici, ma con un’azione politica orientata a tutelare gli interessi dei cittadini. Politica che l’attuale maggioranza non è intenzionata a perseguire; anzi, finora la direzione intrapresa è stata quella opposta.

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© Foto di Luca Zappa
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