La beffa. Se le carte del governo, ancora una volta, le darà il PD

pd-governo-cinquestelle-lega-Purtroppo è la verità. I destini del nostro paese sono appesi a una cinquantina di parlamentari, che potrebbero venire in aiuto del centrodestra a trazione sovranista-leghista e salvare così gli italiani dalla prospettiva di un governo di sinistra-grillino. Peccato però che quei cinquanta parlamentari, paradossalmente, dovrebbero provenire proprio dal Partito Democratico, una parte del quale oggi preme per un accordo politico con i cinquestelle. Un vero e proprio cul-de-sac per il centrodestra, dove le carte – ancora una volta – rischia di darle il partito di cui gli italiani pensavano di liberarsi, votando in massa il M5S e la coalizione di Salvini, Berlusconi e Meloni.

Desolante, vero? Ma il peggio dovrà ancora venire, quando il M5S cercherà quell’accordo (dai più auspicato) con il PD, con la benedizione dei poteri forti, dei media mainstream e dei radical chic di mezza Italia, al fine di formare un Governo, in confronto al quale, il Governo Renzi di due anni fa, rischierà di apparire come un governo conservatore, cattolico, di centrodestra e moderatamente euroscettico.

La verità è che la legge elettorale non sembra essere stata fatta per impedire ai cinquestelle di governare, bensì per permettere loro di governare sotto tutela, e impedire semmai al centrodestra di arrivare a Palazzo Chigi (e del resto, se avessimo avuto oggi il premio di maggioranza, il governo sarebbe del centrodestra). Diversamente non può spiegarsi una legge così stramba e assurda come è – appunto – il rosatellum, dove non esiste nessun premio di maggioranza, dove non esiste governabilità, ma solo il peggio della prima repubblica: la maggioranza variabile, umorale, basata sulle trattative segrete nelle segreterie, sugli equilibri nascosti, gli accordi sottobanco, gli ammiccamenti, le benedizioni mediatiche e dunque il peggio dell’opacità politica e dell’informazione. 

Non so cosa accadrà da qui alla fine di marzo, quando il Capo dello Stato avvierà le consultazioni per la formazione del Governo. E’ certo però che sarà da scongiurare – costi quel che costi – un governo cinquestelle nel quale non sia contemplata la partecipazione del centrodestra o comunque della Lega. Il rischio, appunto, è una maggioranza che che farà solo danni, tra eurismo, tasse, demolizione della famiglia e del matrimonio, immigrazione selvaggia, ius soli e via dicendo. Un film, peraltro, visto già in parte nella scorsa legislatura.