Islam. Obiettivo: l’8 per mille per costruire moschee e scuole coraniche

islam-8xmille-irpef-intesaLa comunità islamica italiana è una delle poche comunità religiose che non hanno ancora stipulato un’intesa con lo Stato italiano ai sensi dell’art. 8 della nostra Costituzione. Le ragioni che stanno alla base di questa mancata intesa sono legate in parte alla estrema frammentarietà delle comunità islamiche italiane, e in parte a una incompatibilità di fondo tra i precetti islamici e i nostri principi costituzionali. Non bisogna infatti dimenticare che il Corano non è solo un libro religioso, ma è anche un libro politico e giuridico, che prevede precetti e norme comportamentali che non infrequentemente stridono con i principi costituzionali, soprattutto in materia di libertà religiosa e parità dei sessi.

Ciononostante, negli ultimi tempi la voglia delle comunità islamiche di stipulare un’intesa con lo Stato ai sensi dell’art. 8, pare essere diventata impellente. E ciò, per diverse ragioni connesse alla stipula di un’intesa. In particolare, non dobbiamo dimenticare la possibilità del riconoscimento degli effetti civili dei matrimoni contratti secondo i dettami e i riti islamici. E già qui si porrebbe un problema in ordine al matrimonio poligamico e al rapporto uomo/donna all’interno delle dinamiche matrimoniali, visto che il celebrante islamico dovrebbe leggere ai nubendi le norme del codice civile che afferiscono al rapporto matrimoniale e alla pari dignità dei coniugi. Poi non dobbiamo dimenticare la possibilità dell’insegnamento della religione islamica nelle scuole pubbliche. Sebbene è quasi certo che i contraenti islamici, come quelli delle altre religioni che hanno stipulato intesa, rinunceranno a questa facoltà. Infine, tra gli indubbi vantaggi di una stipula dell’intesa, c’è la possibilità di chiedere la destinazione dell’8 per mille dell’Irpef.

Questo ultimo punto forse è il più importante e qualificante, perché rappresenterebbe una formidabile fonte di finanziamento per le comunità islamiche, che con quel denaro potrebbero costruire moschee e scuole coraniche. I riflessi politici e sociali di questa possibilità, sono piuttosto evidenti, visto che se il Corano non è un semplice libro religioso ma è anche un programma politico, le Moschee e le scuole coraniche non sono solo luoghi di orazioni religiose e di insegnamento della religione musulmana (come le chiese cattoliche), ma troppo spesso anche spazi di forte propaganda politica, purtroppo frequentemente ostile alla cristianità e all’occidente.

Eppure, sarà difficile, se non impossibile, che lo Stato italiano rifiuti di stipulare un’intesa, qualora le comunità islamiche riescano ad arrivare a una sintesi. Non esistono infatti ostacoli giuridici che possano far divieto al Governo di avviare i negoziati e concluderli con la firma di un’intesa. E questo Governo e questo Parlamento non sono certo in grado di porre un freno, anche solo politico, alle richieste delle comunità islamiche, vuoi per una evidente posizione ideologico-politica favorevole all’integrazione dell’islam nel tessuto connettivo italiano e vuoi perché il rafforzamento dell’islam cosiddetto italiano, indebolirebbe l’influenza dei valori cattolici sulle istituzioni e sulla società, già di per sé indeboliti e demoliti dal laicismo ideologico. Dunque, il vantaggio politico – almeno nel breve e medio termine – sarebbe di ambo le parti. Nel tempo, chiaramente, visti i flussi migratori dall’Africa subsahariana, delle sole comunità islamiche, già pronte – peraltro – a farsi i loro partiti politici.

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