Il sovranismo non è affatto una suggestione. Oggi è una necessità

italia-ius-soli-italianiQualcuno direbbe: se la sinistra radical chic, neoliberista ed eurista è nel panico e lancia allarmi, e si preoccupa e si affligge, evidentemente la strada è quella giusta. E su Twitter traspare la costernazione e la confusione di chi per anni ci ha propinato il mantra di quanto sia bella l’UE, nonostante ci abbia trascinati nella crisi economica e nella destrutturazione sociale e politica.

E che la strada, forse, sia quella giusta, pare certificarlo persino il Capo dello Stato, che ieri, davanti alla prospettiva di un governo Lega-M5S, ha messo in chiaro che non si discutono né l’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea né la moneta unicasottolineando peraltro che il sovranismo è una tesi seducente, ma inattuabile.

Un intervento, quello del Presidente della Repubblica, che mi ha sorpreso. E’ evidente infatti che spetterà alla maggioranza politica tracciare l’indirizzo politico del futuro Governo e nello specifico stabilire il raggio d’azione della futura politica estera ed economica dell’esecutivo (compresa la linea sovranista), che peraltro trae la propria legittimazione dal voto popolare e dunque dal gioco democratico. Il discorso del Capo dello Stato, invece, mi ha dato l’impressione che esistano comunque dei limiti invalicabili a quest’azione, che però – per quanto mi riguarda – non trovano alcun fondamento né giustificazione nella Carta Costituzionale.

D’altra parte, mi chiedo il perché le tesi sovraniste sarebbero inattuabili, quando la Repubblica Italiana è nata sovrana e i padri della nostra Costituzione non intendevano certo cedere sovranità a entità sovranazionali, quando disegnarono il nostro ordinamento. L’Italia ha il dovere di difendere la propria piena sovranità e gli italiani hanno il diritto di vederla ripristinata. Le sfide del futuro le si affronta come nazione indipendente e sovrana, così come fanno il Giappone, il Canada, il Messico, la Cina, la Svezia, gli USA, la Nuova Zelanda e via dicendo. Il nostro essere in Europa non ci impedisce né certo delegittima le nostre aspirazioni sovrane. Tutt’altro: le rafforza, e sarà dovere di questo Governo fare di tutto per ripristinare la piena sovranità economica, monetaria e politica.