Il silenzio della Chiesa sull’aborto fino al nono mese

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La Chiesa attuale è quanto di più lontano ci sia oggi dalla Chiesa come io la intendo: e cioè come una fede che difende in primis Cristo e i suoi valori, che invero si dissolvono nel mondialismo, nell’immigrazionismo acritico e nella distruzione della civiltà cristiana, faticosamente costruita nei secoli passati. Pertanto, per me non è Chiesa quella che si preoccupa insistentemente degli immigrati, senza fare un’analisi del perché arrivino in massa in Italia; e non lo è, quando non si interroga sulle strette connessioni tra immigrazionismo, immoralità liberal ed economia neoliberista.

Ma, in verità, non è questo il punto, anche se in realtà le due “cose” potrebbero sono indubbiamente connesse. Quello che mi lascia stupito è il sostanziale silenzio della Chiesa (salvo sporadiche prese di posizione) sull’aberrazione dell’aborto fino al nono mese di gravidanza, la cui legge è stata recentemente approvata dallo Stato di New York negli USA (qui).

La Chiesa è così attenta ai diritti degli immigrati, anche quando questi diritti non hanno alcun fondamento, ma pare davvero disinteressarsi della vita e di come questa venga calpestata da simili leggi aberranti. E dico di più: spesso e volentieri, la Chiesa sembra si trovi maggiormente in sintonia con chi denigra i valori cristiani e chi vorrebbe una società fondamentalmente atea e ostile alla fede cristiana, anziché esserlo con chi vorrebbe difendere i popoli, la loro identità, la loro cultura cristiana e i valori supremi quali la vita e la famiglia, compromessi dal disegno neoliberista e malthusiano.

Questo genere di Chiesa mi è distante. Non rappresenta il mio essere cristiano, pur nella mia debolezza di peccatore. Questo genere di Chiesa mi sembra un’altra entità; un costrutto umano il cui scopo non è diffondere il Vangelo e convertire gli infedeli, facendo loro scorgere la bellezza di Gesù; questo genere di Chiesa sembra voglia invece nascondere Gesù e il Vangelo, per non urtare la sensibilità di chi non crede, in piena sintonia con una visione liberal e multietnica della società, così congeniale al neoliberismo finanziario, come spesso ho detto (qui).

La Chiesa riscopra il valore del Vangelo, che significa recuperare il vero spirito del messaggio cristiano, che non è immigrazionismo, non è il silenzioso accettare le aberrazioni liberal che vogliono l’uomo emancipato da Dio e da qualsiasi principio naturale: coma la tutela della vita e la tutela della famiglia naturale. La Chiesa torni a essere etica e capace di definire i valori non negoziabili, ponendo un argine alla deriva etica di cui questo tempo è dolorosamente afflitto.