Il saluto romano non è reato. La sinistra se ne faccia una ragione

saluto-romano-cassazioneLa Cassazione, prima sezione penale, ha confermato: fare il saluto fascista non è reato e rientra nella libera manifestazione del pensiero, garantita dalla nostra Costituzione, quando viene fatto in particolari condizioni. Per gli ermellini – ed è una interpretazione più che corretta – il saluto romano può considerarsi reato solo e se è posto in essere con una finalità precisa: sovvertire e mettere in pericolo l’ordine democratico, e dunque mettere in discussione i principi e le libertà costituzionali.

Chiarisce la Corte (sent. 8108/18):

… la fattispecie penale in contestazione (prevista dalla legge Scelba ndr) non colpisce tutte le manifestazioni usuali del disciolto partito fascista, ma solo quelle che possono determinare il pericolo di ricostituzione di organizzazioni fasciste in relazione al momento e all’ambiente in cui sono compiute…

Ecco. Non sempre le manifestazioni e i gesti del disciolto partito fascista possono essere considerati eversivi e pericolosi, e dunque integranti il reato di apologia del fascismo, ma solo e se possono determinare il pericolo di ricostituzione del PNF, in tal senso inteso come un movimento politico che miri a sopprimere le libertà per instaurare una dittatura.

Se ne facciano dunque una ragione le anime belle “antifasciste” della sinistra. Per quanto io non sia fascista e sia uno strenuo difensore della nostra Carta fondamentale (appunto!), ritengo questa sentenza perfettamente in linea con il suo spirito, invece troppo spesso tradito da chi pretende di difenderla con le aggressioni e le distruzioni, ovvero impedendo agli altri di manifestare il proprio pensiero con accuse di fascismo o razzismo. E che dire poi di chi ne tradisce lo spirito e la portata, predicando la svendita della sovranità nazionale all’Unione Europea e dimenticandosi così che la nostra Carta non prevede in alcuno suo principio fondamentale che la sovranità possa o debba essere ceduta?

La sentenza comunque è cristallina e dimostra – nel suo pieno buonsenso – quanto fosse inaccettabile il defunto DDL Fiano, che invece avrebbe voluto vietare qualsiasi gesto fascista, e ciò a prescindere dal contesto. Se quel disegno di legge fosse passato, oggi il saluto romano sarebbe stato un reato che si sarebbe configurato indipendentemente dalla sua contestualità; in altre parole, sarebbe stato considerato penalmente rilevante anche se posto in essere – come nel caso all’esame della Cassazione – per commemorare i militanti dell’estrema destra defunti, che tutto può essere tranne che pericoloso per l’ordine democratico.

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