Il premier canadese e quella richiesta imbarazzante a Papa Francesco…

trudeau-papa-francesco-richiestaChe Trudeau fosse un premier sui generis, era ormai noto. Però più che per il suo (dubbio) profilo da statista, per il gossip e il chiacchiericcio che ispira. Giovane, belloccio e naturalmente un fervente e convinto sostenitore del globalismo e del mondialismo, costui in realtà incarna l’icona ideale del progressismo liberal, buonista e politicamente corretto. L’opposto di quel che dicono di Trump i benpensanti con il popò altrui.

L’ultima sparata (fra le tante) questo premier l’ha fatta – guarda caso – sul palcoscenico del G7, o meglio – per uno come Trudeau – sul carpet del G7, ed è stata rivolta a Papa Francesco, durante la tappa “obbligata” in Vaticano. Il quale Francesco, peraltro, rischia persino di realizzarla. Ohibò!

Vi chiederete quale. Ebbene, non vi faccio aspettare oltre. Durante l’incontro con il sommo Pontefice, cosa credete abbia chiesto Trudeau al Papa? Pregate, Santità, per la famiglia? Oppure, pregate, Santità per i cristiani, perseguitati in mezzo mondo? Macché! Bisogna tenere presente che Trudeau, laico, è (stato) uno dei maggiori sponsor dei matrimoni gay e del gender; figuriamoci se andava a chiedere preghiere per la famiglia. E per quanto riguarda i cristiani trucidati dall’estremismo islamico, sia mai che si legittimino condanne disturbanti per la narrazione politicamente corretta, buonista e multiculturalista che questo premier porta avanti.

Niente di tutto questo. Il buon Trudeau – ma guarda un po’ che sorpresa! – ha chiesto qualcosa che sovente, gente come lui chiede alla Chiesa Cattolica: le scuse per qualche sbaglio fatto due o tre secoletti fa. Nel nostro caso, il signor Trudeau ha candidatamente chiesto a Papa Francesco di venire in Canada per porgere, tra le altre cose, le scuse pubbliche ai nativi per come venivano educati nell’ottocento nelle cosiddette scuole gestite dai cattolici, dopo che i loro bambini veniva strappati alla loro cultura e alle loro tradizioni.

Capito? Trudeau, che celebra la bellezza del mondialismo, del multiculturalismo, dell’indifferentismo sessuale e culturale, chiede alla Chiesa che questa porga le sue pubbliche scuse agli indiani perché quasi due secoli prima, la Chiesa medesima, peraltro finanziata dal Governo canadese (e mica da Ciccì e Coccò), educava cristianamente i loro bambini!

Delirante? Un poco. In parte perché questa pretesa che la Chiesa debba fare abiura per quanto successo nei secoli addietro, pare francamente ridicola ed esagerata, e peggio ancora, subdola e malevola. Ciò, perché le mancate scuse potranno essere ancora una volta utilizzate per demonizzare e denigrare il cattolicesimo. E in parte perché, se dovessimo guardare alla storia, i veri “repressori” dei nativi americani sono stati i francesi e gli inglesi laici. Tant’è, che istintivamente mi viene da porre una domanda vergognosamente ovvia: ma Trudeau, tanto ligio nel chiedere a Papa Francesco pubbliche scuse per i comportamenti della Chiesa di due secoli prima, ha fatto altrettanto con Theresa May e soprattutto con Emmanuel Macron? Scommettiamo di no?

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© Foto di Justin Ling
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