Il pacco. Ecco cosa ci serviranno se il centrodestra non vincerà le elezioni

pacco-elezioni-2018-centrodestraAvete notato che negli ultimi giorni i media – citando i vari sondaggi – strombazzano ai quattro venti che tanto non vincerà nessuno e che sarà necessario formare un Governo di larghe intese o – per dirla alla tedesca – una grosse koalition? Perché, dunque – sembra venga suggerito – disturbarsi a votare se poi (appunto!) nessuno risulterà vincitore e si farà il Governo con Gentiloni premier, che peraltro – in nome della stabilità e della continuità – piace tantissimo all’Unione Europea e agli “alleati”? Del resto, è da un po’ che in quel di Bruxelles, Berlino e Parigi si tifa spudoratamente per l’ipotesi del “tutti insieme appassionatamente”, che allontanerebbe i “populisti” dalle leve del potere; e per “populisti” non intendo chiaramente il M5S.

La verità è che se accadesse l’agognato “stallo”, sarebbe un disastro per l’Italia. Un Governo simile non sarebbe altro che l’ennesimo “cameriere” al servizio di Berlino, Parigi e Bruxelles. Un Governo – per dirla chiaramente – che non metterebbe mai in discussione l’euro, né l’Unione Europea, né – che è peggio – la leadeship condivisa di Francia e Germania. E anzi, pur di soddisfare i desiderata di Junker, della Merkel e di Macron, continuerebbe a picconare l’economia italiana in nome della stabilità dell’euro, dell’adesione ideologica ai trattati europei e del rigorismo ordoliberista, che tanto bene fa alla Germania, mentre il resto d’Europa (soprattutto la zona PIIGS) affonda. La situazione, peraltro, rischia pure di peggiorare, quando Draghi lascerà la poltrona della BCE al suo successore tedesco, il quale – quasi certamente – appenderà un bel cartello con su scritto ende all’allegra festicciola del QE. E badate, non sto qui a tinteggiar ancor più foscamente lo scenario, rammentandovi il possibile crollo del dollaro sull’euro.

Insomma, è chiaro che non possiamo permetterci che tutto ciò accada senza che noi si abbia un Governo in grado di fare la voce grossa o di prendere decisioni antieuropee. E non possiamo nemmeno permetterci che accada l’ipotesi peggiore di tutte: e cioè un Governo pentastellato o – che è pure peggio – un governo poliamoroso M5S+LeU+pezzi-del-PD. Ecco perché, fondamentalmente (che piaccia o meno!), l’unica alternativa resta il centrodestra. Soprattutto perché nel centrodestra la componente sovranista e patriottica è, oggi più di ieri, determinante e potrebbe anche avere la capacità e la forza politica di cambiare i rapporti con l’Unione Europea e con l’asse franco-tedesco. Ma perché ciò accada è altresì necessario che la coalizione riesca a ottenere una maggioranza solida e compatta, che le lobby europeiste vorrebbero invece scongiurare con una sottile propaganda disfattista che induca l’elettorato “conservatore” alla rassegnazione in favore di quello che è appunto chiamato “Governo di larghe intese”. Un bel pacco per noi, un grande sollievo per loro.

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